Tutto quello che Facebook sa di te

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Avrete sentito dire in giro che Facebook non è il più discreto dei siti web.

Da quello che emerge da una recente pubblicazione, sembra che la voce non sia più soltanto frutto di qualche maniaco della privacy, ma pura e semplice realtà.

Un gruppo di “attivisti” austriaci (ma prendete il termine con tanto di virgolette) di nome Europe v. Facebook ha spulciato per bene il report di download che Facebook propone per ogni profilo, in quanto una legge europea le impone al diretto interessato una lista completa di tutti i dati in loro possesso riguardo quella persona.  Compilato l’apposito modulo, il dossier di quasi 900 pagine è stato spedito dalla California nel giro di una trentina di giorni. Qui il modulo e qui le istruzioni (in inglese).

Dite la verità siete già curiosi.

Cosa sa Facebook di me?

Elaborato a partire dal dossier di L.B, una ragazza che si è offerta come soggetto volontario all’esperimento, ecco cosa il sito www.forbes.com ha scoperto negli archivi del social network più affermato del decennio:

Facebook ha un registro di ogni persona con cui hai scambiato un poke. Da sempre.

Facebook ha un registro con tutti i dispositivi dai quali sei mai entrato sul tuo profilo, quando, quanto spesso e chi altro li ha usati per entrare nel proprio profilo.

Facebook mantiene registrate tutte le tue conversazioni ed i messaggi privati. Alcuni utenti riportano di aver trovato anche alcuni che avevano cancellato.

Facebook mantiene registrato chi e quando hai eliminato dalla lista dei tuoi amici e come hai risposto ad ogni singolo evento a cui sei stato invitato.

Oltre ovviamente a tutte le tue foto, i tuoi stati d’animo, i libri e film che abbiamo amato, gusti politici, sessuali, religiosi e quant’altro abbiamo deciso di condividere.

E quindi?

La questione della privacy è delicata.

Da un punto di vista puramente tecnico, non posso biasimare la scelta di registrare tutte queste informazioni e mi guardo bene dal gridare allo scandalo. La maggior parte delle informazioni la forniamo di nostra spontanea volontà e sono in fin dei conti ciò su cui si basa l’interazione fra persone.
Mentre salvare gli ex-amici è invece un modo per evitare di riproporli come “potresti conoscere” e salvare con quali eventi abbiamo interagito può aiutare i programmatori a intuire cosa davvero ci interessa e cosa no per evitare di assillarci con roba inutile.

La questione vera da discutere è però cosa succede a quei dati se io non desidero che l’azienda li possegga. Se decido ad esempio di voler commettere il “suicidio facebook” e prendermi una pausa dalla social sfera.

Anche perché, mi fido della legge ma non degli uomini, e nessuno mi garantisce che qualcuno possa pagare per avere quelle informazioni.

Oppure… bé, si in effetti non c’è bisogno di pagare. Le informazioni di L.B sono state inviate alla ricezione di una copia della carta di identità, nome cognome e data di nascita. Tutta roba facilmente rintracciabile da un truffatore, o anche solo da una moglie o un marito gelosi.

Decisamente, era meglio se ci avessero avvertiti prima di essere 800 milioni di persone schedate per filo e per segno…

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TheBigMtt vive a Londra. E' cresciuto nel Torinese, ma ha vissuto per un po' anche a Barcellona. Spende in rete circa 12-13 ore al giorno, ma trova anche il tempo di dedicarsi a un po' di sano sport. Parla correttamente 3 lingue, e altre due così così. Ha una laurea in Scienze della Comunicazione e lavora nel campo del Search Engine Marketing per una conosciuta agenzia pubblicitaria. E' un patito di statistiche e percentuali, un analitico e visionario, mosso ed ispirato dal principio dell' ESPOSIZIONE (tutto, ma proprio tutto ti insegna qualcosa. Ben vengano i viaggi, le confusioni e gli imprevisti. Ben venga tutto ciò che mi può far girare la testa e perdermi nel mondo....)

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