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	<title>BananAffair.it &#187; Web 2.0</title>
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	<description>Tecnologia, social networking e tendenze della rete.</description>
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		<title>CNN iReport. E siamo tutti giornalisti</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 10:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sheldon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[CNN]]></category>
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		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[iReport è la sezione di CNN.com che permette a chiunque di diventare giornalista ed essere pubblicato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte,  non serve cercare tanto, le notizie arrivano da sole.<br />
Per quanto mi tenga informato, questa la possibilità di <strong>scrivere come giornalista per CNN</strong> mi era proprio sfuggita fino ad oggi, quando l&#8217;argomento è saltato fuori durante un pranzo con due managers del celebre network.<br />
Ho pensato di darne voce anche in Italia visto che, anche se non proprio più una novità freschissima, sicuramente interessera a molti. Non solo perchè è davvero un ottimo canale di esercizio per molti studenti, ma anche per il significato che assume in senso più ampio, di trend del <strong>Web 2.0</strong>.</p>
<p>Creato un profilo su <a href="http://ireport.cnn.com/">iReport</a>, ogni utente ha la possibilità di scegliere l&#8217;argomento su cui lavorare,<strong> scrivere un articolo</strong>, collezionare e comporre una fotogallery, editare un video.</p>
<p>Gli articoli sono raccolti per area tematica e gli argomenti &#8220;caldi&#8221;, così come gli articoli migliori, sono <strong>esposti in prima pagina</strong>.</p>
<div id="attachment_3929" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.bananaffair.it/wp-content/uploads/2010/11/cnn2.JPG"><img class="size-thumbnail wp-image-3929" title="cnn2" src="http://www.bananaffair.it/wp-content/uploads/2010/11/cnn2-150x150.jpg" alt="Ecco il deck con i principali articoli" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ecco il deck con i principali articoli</p></div>
<p>Per assicurare che gli argomenti di interesse siano coperti, vi è una sezione chiamata <em>Assignment desk</em> ovvero &#8220;i compiti&#8221;.</p>
<p>Fra gli argomenti caldeggiati (o richiesti, se vogliamo), vi sono al momento le interviste ai leader locali riguardo la sfida ai cmbaimenti climatici, il ritorno alle famiglie dei militari in missione, la crisi del colera ad Haiti.</p>
<p>Non soltanto questo è un modo di vedere raccontato un mondo senza il filtro del giornalista analitico e magari cinico, ma aumenta a dismisura il numero di &#8220;angoli&#8221; da cui una storia può essere vista e raccontata.</p>
<p>Il web, in particolare il web 2.0 si è dimostrato più volte il mezzo della <strong>democrazia della conoscienza</strong>, o almeno è il medium che più vi si è avvicinato.</p>
<p>CNN ha investito più di <strong>750mila dollari</strong> per il progetto inizialmente oltre, ovviamente le spese di mantenimento sostenute dal tardo 2008 ad oggi. In cambio, il livello di engagement del sito, ovvero il tempo speso e l&#8217;attenzione dedicata al sito, sono aumentati a dismisura, con le entrate pubblicitarie a coprire, almeno in parte, le spese di quello che sembra al momento un progetto molto ben pensato ma ancora poco usato.</p>
<p>Curiosamente, non sono solo americani gli utilizzatori, ma in buona parte anche gli internauti di quei paesi dove far sentire la propria voce è ancora difficile, come in Iran o ad Haiti appunto, o quei pochi fortunati che vivono esperienze irripetibili come l&#8217;esplorazione delle Seychelles o un safari in Africa.</p>
<p>Costruito come un <strong>social network</strong>, spinge gli utenti all&#8217;interazione,  tramite commenti e condivisioni.<br />
Ogni autore infine, può essere &#8220;seguito&#8221; proprio come su Twitter, così da essere aggiornati sulle sue pubblicazioni. Scrivere per iReport NON Una buona vetrina per talenti, oserei dire.</p>
<p>Se avete la vocazione del giornalista, o semplicemente vi piace l&#8217;idea di contribuire alla condivisione del sapere, perchè non impegnarvi a scrivere un pezzo o <strong>montare un servizio</strong>?</p>
<p>Aggiornamento di FattoreWow: se volete scrivere sulla tecnologia perchè non provate a collaborare con <a title="Collegamento al &quot;collabora con BananAffair&quot;" href="http://www.bananaffair.it/collabora-con-bananaffair/" target="_blank">BananAffair</a>?</p>
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		<title>La nascita delle élite digitali</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 22:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sheldon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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		<category><![CDATA[network]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi producono e molti fruiscono. La democraticità del Web messa in discussione da un'interessante reportage della BBC. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Si può dire che Internet abbia perso la possibilità di essere un medium livellatore delle classi sociali?</h3>
<p>Questa è la domanda a cui <strong>Aleks Krotoski </strong>, giornalista e scienziato sociale, ha cercato di dare una risposta nel corso di uno studio commissionato dalla BBC.<br />
Lo studio ha dato origine ad una interessantissima trasmissione televisiva, trasmessa il 30 gennaio 2010 dalla stessa rete.</p>
<p><span style="font-size: x-small;">Il programma sarà disponibile per qualche giorno a questo link <a rel="nofollow" href="http://www.bbc.co.uk/iplayer/episode/b00qn37q/The_Virtual_Revolution_The_Great_Levelling/">The Virtual Revolution</a>. (Per IP esterni allo UK potrebbe essere necessario il Download di BBC IPlayer)</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</span></p>
<p>La sua natura tecnologica rende il web qualcosa di assolutamente nuovo anche dal punto di vista sociale.</p>
<p>Essendo infatti <strong>decentralizzato</strong>, il web assume carattere <em>apolitico </em>e non regolabile, dove tutti sono potenzialmente creatori di informazioni. Dei poli che attraggono e producono flussi di dati e idee, attivi e non più passivi.</p>
<p>Il web costituisce allo stesso tempo una <strong>grande libreria della conoscienza umana</strong>, di oggi e di ieri, una perfetta registrazione di cosa siamo e di come ci evolviamo, con facile accesso per chiunque.</p>
<p>Ne risulta che la costruzione della &#8220;<em>verità</em>&#8221; storica, politica, sociale, etica e morale è potenzialmente alla portata di tutti e non più di una élite intellettuale o politica come lo era in passato.</p>
<p>Tutto questo in teoria&#8230;.</p>
<h3>Ma sta succedendo davvero?</p>
<div id="attachment_2005" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-2005" href="http://www.bananaffair.it/nascita-delle-elite-digitali/myth_participation/"><img class="size-medium wp-image-2005" title="La partecipazione sul Web" src="http://www.bananaffair.it/wp-content/uploads/2010/02/myth_participation-300x208.jpg" alt="La partecipazione sul web vista da Gary Hayes" width="300" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">La partecipazione sul web vista da Gary Hayes</p></div></h3>
<p>Fino alla metà degli anni &#8217;90 i pionieri del web credevano davvero possibile il realizzarsi di questa <em><strong>Utopia virtuale</strong></em>.</p>
<p>Purtroppo però sembra che le cose stiano andando in modo diverso.</p>
<p>Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, ammette che, pur essendo loro stessi un prodotto di questa idea di livellamento del sapere umano senza eccezioni, sono stati costretti ad introdurre forme di gerarchia fra i redattori per il controllo della qualità dei contenuti.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003300;"><em>Esiste quindi anche nel più grande dei sogni di uguaglianza, qualcuno che ha il potere di fare forza su come vengono distribuite le informazioni.</em></span></p>
<p>Sembra proprio che, più che agente di livellamento, Internet si sia invece adattato alla natura umana.</p>
<p>Gli studi sociali indicano infatti che la presenza di una <strong>gerarchia </strong>sia un elemento fondamentale per l&#8217;uomo, in quanto parte integrante del sistma di riferimento che usiamo per dare un senso al mondo esterno.</p>
<p>Così, come gli uomini delle caverne fecero a loro tempo, anche noi ora ci affidiamo a <em>elementi scelti</em> per ordinare le idee in un mondo che appare caotico e disordinato.</p>
<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.w3.org/Press/Stock/Berners-Lee/2001-europaeum-eighth.jpg"><img title="Tim Berners Lee" src="http://www.w3.org/Press/Stock/Berners-Lee/2001-europaeum-eighth.jpg" alt="T.B.Lee, inventore del World Wide Web." width="250" height="164" /></a><p class="wp-caption-text">T.B.Lee, inventore del World Wide Web.</p></div>
<p>Sir Tim Berner&#8217;s Lee, uno degli inventori del web, ha seguito da vicino la internettizzazione del continente africano, sperando appunto di vedere come questa nuova parte di umanità andasse a integrare il sapere della comunità virtuale.</p>
<p>Con un pizzico di delusione ha invece notato che, arrivando in una comunità già formata, si sono piuttosto adattati loro a ciò che hanno trovato. Dopotutto, in un internet pieno di contenuti occidentali già ben indicizzati su quali altre informazioni i navigatori africani potevano formare la loro coscienza informatica?</p>
<h3>Quindi, davvero un fallimento?</h3>
<p>Non esattamente.</p>
<p>Sebbene anche nel mondo virtuale sia stata marcata una <strong>differenza gerarchica</strong> fra classi, ma anche fra paesi sviluppati ed in via di sviluppo, va ricordato una cosa fondamentale.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003300;"><em>Il web è un prodotto dell&#8217;uomo e non uno strumento di cambiamento.</em></span></p>
<p>Come in ogni altra creazione umana vi è dentro riflessa la nostra natura, i nostri pregi, sogni e difetti.</p>
<p>Senza esclusione alcuna.</p>
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		<title>Web 2.0 occhio ai ladri di informazioni!!!</title>
		<link>http://www.bananaffair.it/web-2-0-episodi-di-hacking-in-ascesa-in-q1-2009/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 00:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gjidea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Web 2.0 episodi di hacking in ascesa nella prima parte del 2009 Siamo talmente immersi nel Web 2.0, con i wiki, i blog, gli RSS, per non parlare di widget e gadget o del personalizzare la nostra pagina di Facebook, farci seguire su Twitter (mai pr]]></description>
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Web 2.0 episodi di hacking in ascesa nella prima parte del 2009
Siamo talmente immersi nel Web 2.0, con i wiki, i blog, gli RSS, per non parlare di widget e gadget o del personalizzare la nostra pagina di Facebook, farci seguire su Twitter (mai pr]]></content:encoded>
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