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	<title>BananAffair.it &#187; war blog</title>
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	<description>Tecnologia, social networking e tendenze della rete.</description>
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		<title>La guerra cablata.</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 18:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FattoreWoW</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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		<description><![CDATA[Presentazione dei War Blog, blog scritti dai soldati sul fronte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come abbiamo già discusso nell&#8217;articolo sul rapporto tra il <a title="Link all'articolo precedente" href="http://www.bananaffair.it/solidarieta-haiti/">devastante terremoto di Haiti e Internet</a>, ecco un nuovo aspetto estremamente interessante di nuova esperienza comunicativa generata dall&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie.</p>
<p>Qualche sera fa era intento a fare zapping sui canali di Sky e mi sono fermato su un programma molto interessante di History Channel intitolato &#8220;Blog di guerra&#8221;.</p>
<div id="attachment_1843" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.bananaffair.it/wp-content/uploads/2010/01/My-War.jpg"><img class="size-medium wp-image-1843" title="My War" src="http://www.bananaffair.it/wp-content/uploads/2010/01/My-War-300x218.jpg" alt="Il blog My War, dal quale è stato tratto un libro omonimo." width="300" height="218" /></a><p class="wp-caption-text">Il blog My War, dal quale è stato tratto un libro omonimo.</p></div>
<p>Si trattava di un documentario che raccontava la nuova esperienza dei soldati americani in Iraq muniti delle camere e fotocamere digitali. La disponibilità di questi dispositivi ha permesso alle truppe di aprire un nuovo ed inedito<strong> canale di informazione</strong> creando quelli che sono poi stati soprannominati War Blog.</p>
<p>Tutti soldati possono aver una fotocamera, una videocamera e un accesso Internet. Quello che scrivono è puro, è dettato dalle vere esperienze ed è senza censure (o quasi). Un attacco andato bene, una terribile imboscata, un&#8217;immagine scioccante, la perdita di una persona cara di un amico o di un commilitone: tutto veniva e tuttora viene raccontato con <strong>terribile lucidità</strong>. Inoltre a sostenere gli articoli vi sono le immagini. Immagini uniche, scattate durante l&#8217;azione con prospettive impensabili.</p>
<p>Un&#8217;altra forte caratteristica dei War Blog è l&#8217;immediatezza. I post vengono scritti e messi on-line subito dopo il ritorno alla base quando i ragazzi sono ancora immersi completamente nella terribile esperienza della guerra. Quello che ne risulta è <strong>un punto di vista completamente differente</strong> rispetto ai servizi costruiti per i giornali e le tv. Questi blog sono molto diretti, crudi e che descrivono le azioni  in modo approfondito, la dove quasi nessun giornalista arriva.</p>
<p>Spesso, spiegavano gli autori dei blog nel documentario, c&#8217;è una netta differenza e discrepanza tra quello che viene</p>
<div id="attachment_1844" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.bananaffair.it/wp-content/uploads/2010/01/Yon.jpg"><img class="size-medium wp-image-1844" title="Yon" src="http://www.bananaffair.it/wp-content/uploads/2010/01/Yon-300x140.jpg" alt="Il blog di M.Yon, uno dei più seguiti." width="300" height="140" /></a><p class="wp-caption-text">Il blog di M.Yon, uno dei più seguiti.</p></div>
<p>descritto nei rotocalchi e quello che raccontano loro. Alla blogosfera questo piace, incuriosisce e preoccupa. Uno degli intervistati si ricorda di una battaglia che ai tg era stata racconatata come una scaramuccia; in realtà lo scontro era stato uno dei più violenti durante la guerra.</p>
<p>Mi ha colpito quando un soldato fotografo ha raccontato di essere giunto sul luogo di un&#8217;esplosione che uccise parecchi poliziotti iracheni; si inginocchiò per fotografare la terribile immagine che aveva di fronte agli occhi. Rialzatosi scoprì di avere le ginocchia impregnate di sangue.  Si limitò a riflettere: &#8220;<strong>La sua vita era finita sulle mie ginocchia in una strada di Ramadi.</strong>&#8221;</p>
<p style="text-align: center;">
<p>Il fenomeno raccoglie una grande varieta di aspetti ed idee, anche di posizioni; da chi si chiede perchè si stanno mandando tante persone a morire li a chi si limita a raccontare, da chi è convito dei buoni propositi della guerra a chi posta e condivide le foto che scatta.</p>
<p>Ecco tre indirizzi di war blogs:</p>
<p>1. <a rel="nofollow" href="http://cbftw.blogspot.com/">cbftw.blogspot.com</a></p>
<p>2. <a rel="nofollow" href="http://www.michaelyon-online.com/">michaelyon-online.com</a></p>
<p>3. <a rel="nofollow" href="http://myamericaniraqlife.blogspot.com/">myamericaniraqlife.blogspot.com</a></p>
<p>Gli stessi soldati cominciano ad immaginare cosa sarà possibile fare quando si avranno a disposizione piccoli PDA da</p>
<p>polso. Immaginano una connessione diretta e sempre attiva anche sul campo di battaglia. Questo permetterebbe <strong>un immediato contatto con il web</strong> e la conseguente possibilità di un filo diretto e in diretta con le azioni dei militari.</p>
<p>Rendiamoci conto di quanto internet e la possibilità di essere connessi stia cambiando in modo radicale anche aspetti che <strong>nessuno immaginava</strong>. Le notizie dal fronte sono sempre state un argomento molto delicato e caro ai governi in guerra.</p>
<p>Eppure anche qui il web ha fatto breccia creando la possibilità di informare in modo libero.</p>
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