Google Archivio

La mappa del Social Media

La mappa che vedete qui sotto non esce dal Signore degli Anelli, ma ci assomiglia abbastanza.

Ed a guardarla bene, fra quei nomi fantasiosi, ne scorgiamo alcuni davvero noti.

L’immagine “cartoonizzata” della mappa del Social Media è stata creata da XKCD,  un sito internet specializzato in fumetti per geek, maniaci tecnologici, matematici e molto altro.

Non è soltanto per ridere, ma evidenzia in modo molto diretto le vicinanze e differenze fra i diversi tipi di piattaforma, siano essi di condivisione di informazioni sotto forma di video, di link, di profilo, immagini o quant’altro.

L’agenzia di marketing Flowtown ne ha elaborato un modello più accurato (quello nella nostra immagine) raccogliendo accuratamente dati di traffico, accessi giornalieri e molto altro.

social-networks-map

Balza subito agli occhi la gigantesca figura di Facebook al centro, che con il suo mezzo miliardo di users attivi, fa un po’ la parte della Cina nel nostro mondo reale. E se fosse una nazione vera, alla faccia di chi crede sia poco più di un gioco o una perdita di tempo, sarebbe la terza nazione più popolosa al mondo, dopo Cina e India.

Altre caratteristiche interessanti sono l’Arcipelago Wikimedia ed il misterioso Triangolo dei Video Virali.

Per chi non l’avesse ancora notato poi, segnaliamo la contrapposizione nettissima fra il Google Empire all’estremo Sud e le glaciali terre del Nord dove risiedono i Regni alleati di AOL, Yahoo ed Msn Live.

Sparsi quà e là, come avanposti in territorio nemico, alcuni punti di raccolta di informazioni dell’Impero di Big G.

Davvero una idea ben realizzata :-)

Google spione raccoglie dati sul Wi-fi

Un brutto scivolone per Big G. che ha costruito la propria immagine sul motto “Don’t do Evil“.

A quanto pare, Google ha “accidentalmente” raccolto dati estraendoli dalle nostre reti Wi-fi domestiche attraverso dispositivi piazzati sulle auto usate per raccogliere immagini per il già controverso Street View.

L’attività di raccolta, scoperta dall’autorità per la garanzia della privacy tedesca, pare sia stata perpetrata sin dal 2007.

Oltre a scattare foto delle nostre strade (e a volte dei nostri giardini e finestre) Google ha ammesso di aver raccolto nomi delle reti wifi (SSIDs) ed identificatori (Mac addresses)  per dispositivi come i router.

Non è chiaro cosa se ne facessero, ma l’azienda ha prontamente segnalato la volontà di esaminare il materiale raccolto e valutare la situazione sotto l’aspetto di una possibile violazione della privacy. Un po’ come si fossero trovati i dati in tasca senza sapere da dove arrivino.

L’ammontare dei dati, circa 600GB, non dovrebbe comunque includere nessun dato sensibile come pagamenti e password, e nemmeno dati generici di reti protette con un codice di accesso.

Google ha dichiarato di essere a conoscenza del “problema” da tempo e di aver lasciato i dati su un server disconesso per evitare l’accesso, in attesa di identificare il modo migliore di smaltirli.

Sono l’unico che non se la beve?

Statistiche e numeri del Web su Cellulare

Non più di una decina di giorni fa ho avuto il piacere di incontrare Ian Carrington, Head of Mobile di Google EMEA (Europa-Medio Oriente- Asia). Insomma uno che di tecnologia mobile e web dovrebbe saperne qualcosa!

Per tutti gli entusiasti e per chi è curioso di sapere perchè  se ne parla tanto…. ecco a voi:

I numeri del Mobile Marketing:

Partiamo con la previsione, che ammetto mi ha lasciato molto stupito, di più users connessi da dispositivi potatili che da pc in soli 2 anni e mezzo (2013 l’anno previsto per il sorpasso).

internetmobileUn sorpasso in linea con la crescita rapidissima di questo mercato, che ha visto le ricerche sul grande G aumentare del 2,500% negli anni fra il 2007 ed il 2010.

E in termini monetari? Beh in un periodo come quello natalizio (anno 2009) ebay ha venduto grazie a dispositivi mobili, un prodotto ogni 2 secondi.

Nemmeno la pubblicità  scherza affatto, con un incredibile 38% di persone che interagiscono al display advertising su cellulare, di questi ben il 58% finisce per acquistare un servizio o un prodotto. Al momento, nessuno altro media pubblicitario ha un così  alto potere di richiamo (tv, giornali, cinema, poster vanno in genere dal 2 al 10% in quanto tasso di interazione).

Il mercato è stato ovviamente spinto dall’abbassarsi dei prezzi degli SmartPhones, grazie agli abbonamenti mensili che gli operatori telefonici offrono, i prezzi si sono quasi dimezzati dal 2007 ad oggi.

I cellulari di nuova generazione non solo attraggono per il design accattivante ma anche per la praticità  d’uso delle loro applicazioni. Mi spiego meglio lasciandovi a bocca aperta con 4 applicazioni che ho visto funzionare con i miei occhi (e già disponibili sul mercato per Android)

- Voice Search: un click sullo scermo, dico: “ristoranti a Parigi”, 1.5 secondi dopo Google mi mostra la sua pagina di

Google Voice Search

Google Voice Search

risultati
- Google Goggles: fai una foto al paesaggio. Google ti mostra storia e descrizione del luogo dove sei. Funziona anche con etichette di bottiglie di vino, quadri, foglie di alberi, biglietti da visita, personaggi famosi…
- Augmented Reality: una categoria di applicazioni più  che altro. Immaginate di guardare la via davanti a voi dalla fotocamera del vostro SmartPhone e vedere, come in un film di fantascienza, il menu del giorno dei ristoranti sulla via, accessi per disabili della stazione metro, la programmazione del cinema dietro l’angolo. Con accesso ad una piattaforma per ordinare online il riso alla cantonese che vi piace tanto e passare a ritirarlo fra 10 minuti. (applicazione disponibile per la catena Wagamama ma aperta a nuove utilizzatori)
- Voice Translator: click. Dico “scusi signora la fermata più vicina a Waterloo Station?” meno di 3 secondi dopo il mio SmartPhone chiederà con pronuncia corretta la stessa frase in una delle 57 lingue disponibili.

Lunedì 19 luglio sarò nuovamente in Google per parlare di Mobile e del suo futuro. Tutti gli interessati, restino nei paraggi, linkeremo questa stessa pagina al prossimo articolo!

Google TV – La televisione di Google

Magari qualcuno di voi l’ha già sentita nominare, ma sembra una roba così futuristica che ancora che non occorre preoccuparsene…

Quando Google TV è stata annunciata da Google alla conferenza annuale per gli sviluppatori c’era nell’aria un sacco di entusiasmo. Purtroppo, insieme all’entusiasmo, sono nate un sacco di domande.
Ma cosa ci fa Google con la TV?




Con questa mossa Google punta a entrare nei salotti di milioni di persone, rivoluzionando non solo i palinsesti ma anche le abitudini di tutti noi.
Il progetto non è nuovo, anzi è stato studiato nei minimi dettagli in modo da dare del filo da torcere gli avversari. A partire dal fatto che, basandosi su Android, hanno potuto mettere in scacco Apple e i suoi dispositivi con grossi limiti sui contenuti in formato Flash.

Google vuole essere ovunque ci sia Internet, non è un mistero, e se Internet arriva sulla TV, allora ecco che Big G ci mette il naso. Il nuovo gioiello tecnologico, tramite un box tipo decoder, o già integrato nei televisori, permetterà di navigare online e surfare tra i canali come fra le pagine web.
Un pacchetto completo questo della Google Tv, marchiata Sony, con sistema operativo Android, processori Atom Intel, telecomando e tastiere wireless Logitech.
Rishi Chandra, responsabile del progetto dichiara l’intenzione di cambiare l’esperienza della tv così come gli smartphone hanno cambiato i nostri telefonini.

Oggi guardiamo la TV. Fra qualche mese, prepariamoci a sperimentare la SmartTV.

Apple blocca AdMob sulle App. Google infuriata.

Una news bella fresca riporta un importante cambio di rotta dal timone di Cupertino che sa di primo atto di guerra verso BigG.

TankGApple ha da poco cambiato i termini per gli sviluppatori di applicazioni dei propri dispositivi, escludendo la possibilità di inserire il servizio pubblicitario del BigG (ossia quelle pubblicità che spesso rendono FREE le applicazioni).

Nei nuovi termini, però, si legge che gli sviluppatori potranno continuare ad usufruire di “servizi pubblicitari indipendenti”, quindi ragionevolmente uno potrebbe chiedersi dove stia il problema.

Il problema sta nella definizione di “indipendenti”. Apple, casualmente, considera indipendenti tutti quei servizi pubblicitari che  non “sono posseduti o affiliati ad un distributore e/o costruttore di dispositivi portatili e sviluppatore e/o programmatore di sistemi operativi che non siano quelli di Apple stessa“.  In pratica una descrizione metaforica di Google.

TankAPer Google, ovviamente, questa è una scelta tanto inaccettabile quanto pericolosa.
“Questa decisione rischia di diminuire – o addirittura eliminare – i guadagni che sostengono decine di migliaia di sviluppatori. Le nuove condizioni colpiscono in modo equivalente i grandi e i piccoli creatori di app, limitandone in modo decisivo la possibilità di scelta di come guadagnare dal proprio lavoro” ha asserito Omar Hamoui, CEO in AdMob.

Comunque sia, è palese che i due colossi informatici statunitensi si stiano avviando verso l’inizio di un’aspra battaglia senza esclusioni di colpi. Non resta che aspettare e vedere chi farà la prossima mossa.

Pesci d’aprile…tra i tanti, i geek sono i migliori!

Essì, ogni anno la stessa storia. Tutti continuano a credere a incredibili storie, news o prodotti miracolosi ogni volta che comincia il mese di aprile.

BananAffair vi propone una serie di scherzi che ci sono piaciuti molto: tra tutti quelli che in assoluto ci hanno fatto più ridere sono quelli “tecnologici”; ma anche altri non sono male.

Non tecnologiciNON TECNOLOGICI

Secondo il sito dell’importante testata britannica The Guardian, Carla Bruni sarebbe stata chiamata da Gordon Brown per coprire la carica di Ministro dello stile (per cortesia guardate chi è l’autore del pezzo).

News bomba del sito di informazione calcistica tuttonapoli.net: il prossimo DG del Napoli sarà Maradona.

I fan delle SUGABABES erano eccitati nel sapere che ci sarebbe stata una new entry nel gruppo canoro femminile.(qui sotto)

Il portale informativo di Torino parallelo45.com ha sorpreso gli internauti del capoluogo piemontese con un progetto di riqualificazione per un importante stabile di Torino, Palazzo del Lavoro, che sarebbe dovuto diventare il più grande acquario d’Europa.

In Inghilterra verranno fatte delle perquisizioni corporali all’uscita dei seggi elettorali per dare un freno al latrocinio di matite.

La Kodak annuncia di essere giunta a creare una nuova tecnologia denominata “AROMATOGRAPHY che permetterebbe alle foto di profumare dell’oggetto stampato.

Secondo il giornale inglese The Telegraph, verranno impiegati furetti per scavare i tunnel che porteranno nella campagna del Regno Unito i collegamenti a Internet.

BuyerZone ha permesso, come se fosse del tutto normale, di comprare i prezzi di differenti viaggi spazialicon tanto di destinazione, partenza e numero di passeggeri.

TecnologiciTECNOLOGICI

Cominciamo subito con un divertentissimo video tutorial su un nuovo improbabile add-on dell’elaboratore di immagini open surce GIMP. La voce che accompagna il video parla di uno script da aggiungere al programma che permetterebbe di aumentare la bellezza, l’attitudine ad essere una star e l’X-Factor della foto elaborata. (qui sotto)

Google.co.uk ha presentato la pagina per scaricare un’applicazione di Android che permetterebbe, tramite il microfono del proprio telefono, di tradurre il verso del proprio animale in una frase sensata. Il tutto accompagnato da un serissimo video di presentazione dell’applicazione.

L’americano Google.com  ha invece pubblicato una pagina dove si avvisano gli utenti del BigG che sarà disponibile una nuova incredibile forma di hosting: infatti secondo il comunicato, Google permetterà di archiviare sui server di Google Docs tutto, ma proprio tutto…anche oggetti fisici.

Sempre il britannico Guardian riporta un’interessante nuova evoluzione di Street View. Verranno infatti fotografati e percorsi anche i corsi d’acqua.

La Blizzard, azienda produttrice della pluripremiata e celeberrima saga del gioco DIABLO, ha messo in vendita sul suo sito due gadget davvero improbabili (soprattutto per come vengono presentati).

I produttori del nuovo capitolo del  gioco Halo hanno rilasciato un video davvero eccezionale. All’inizio parlano di rivoluzione del modo di giocare, della strenua ricerca di una vera rivoluzione dell’esperienza di gioco, della difficoltà di mettersi d’accordo…fino a quando non presentano che cosa hanno ideato (qui sotto).

Per finire ecco un’estensione per Chrome che, da come viene presentata, dovrebbe trasportare gli utenti del browser di Google in una nuova dimensione di navigazione: quella del suono. La cosa incredibile è che effettivamente l’estensione esiste e non fa altro che produrre qualche divertente suono ad ogni azione che si compie sulla finestra. Vi consigliamo di provarla!

E voi quale pesce d’aprile avete incontrato on-line o nella vita lontana dallo schermo?

“Forse cercavi…” Ma Google è razzista?!

Lo strumento di correzione di Google ci risparmia un sacco di tempo quando non sappiamo scrivere correttamente un termine o semplicemente lo digitiamo in modo errato.

A volte però da origine a fraintendimenti davvero divertenti!

Ecco i “Forse cercavi:” più divertenti dell’anno passato:

Forse Cercavi: "Sconfitte Militari Francesi"?

Forse Cercavi: "Sconfitte Militari Francesi"?

Google si scopre maschilista!

Google si scopre maschilista!

... e anche razzista!!

... e anche razzista!!

Non si offenda nessuno.

I suggerimenti sono generati algoritmicamente al 100%.

Pura statistica dunque, se due query si assomigliano molto ma una è molto piu cercata dell’altra, allora ci verrà fatta la fatidica domanda “Forse Cercavi:”

E gli esempi imbarazzanti, come quelli qui sopra, vengono poi eliminati manualmente man mano.

Come evitare i suggerimenti:

Supponiamo di voler cercare informazioni sul sig. George Busch, uomo d’affari di inizio ‘900 che non ha nulla a che vedere con il più famoso George Bush, ex-presidente degli Stati Uniti d’America.

Ad una ricerca generica per “George Busch”, ci verranno mostrati i primi 2 risultati del termine “George Bush” e di conseguenza tutti gli altri, spesso comuque mischiati fra i due diversi termini.

Se vogliamo specificare che è proprio George Busch” che cerchiamo allora potremo scegliere una delle due seguenti opzioni:

+george busch

oppure

“george busch”

Gli operatori + e ” restringono il campo di ricerca a soli risultati che hanno una corrispondenza perfetta al termine cercato.

Semplice e facile da ricordare!

Googolismo – La religione di Google

“Google è la creazione umana che più si avvicina a Dio. Ma almeno siamo sicuri che esista.”

Blasfemia? Provocazione? Forse verità….

Siamo i primi entusiasti dei “miracoli” tecnologici che questa azienda continua a produrre, ma sapere che che esiste una comunità di fedeli, beh ci ha lasciati prima perplessi e poi divertiti.

Abbiamo trovato sul web La Chiesa di Google, una comunità virtuale che sostiene la “venerabilità” del motore di ricerca in quanto divinità. Con tanto di prove (stranamente non prive di senso) a favore della loro tesi!

Ma sono seri?? Ecco qualche estratto dal sito, purtroppo solo in inglese: The Church of Google.org

9 prove della natura divina di Google:

1 Google è (quasi) Onniscente
I suoi database contengono miliardi di pagine continuamente rilette e aggiornate con informazioni riguardo (quasi) tutto lo scibile umano.

2 Google è Onnipresente
Google è virtualmente accessibile da ogni punto della terra allo stesso momento, grazie a reti wi-fi e connessioni satellitari.

3 Google risponde alle preghiere
Sotto forma di ricerca, ogni preghiera viene ascoltata ed esaudita.

4 Google è immortale
Essendo una presenza virtuale e non fisica, allocata su migliaia di server, Google è potenzialmente immortale.

Google è infinito
La conoscenza di Google cresce con il Web stesso e non vi sono motivi di credere possibile la fine del World Wide Web

6 Google ricorda tutto
Grazie all’uso di cookies e account, Google impara a conoscere le nostre abitudini e conserva la memoria delle nostre azioni sul web senza dimenticarle mai.

7 Google “non può essere malvagio”
“Onnibenevolenza”. La colonna portante della filosofia aziendale è “don’t be evil”. Si può fare soldi anche comportandosi correttamente.

8 Primato
Secondo Google Trends la parola “google” è cercata più di “God”, “Jesus”, “Allah”, “Buddha”, “Christianity”, “Islam”, “Buddhism” e “Judaism” INSIEME

9 Prova dell’esistenza
Non vi è mistero rispetto all’esistenza di questa divinità. La sua presenza fa parte del nostro quotidiano, non è velata dal mistico e non richiede atti di fede.

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Dite la verità… si è già capito….

L’intento non è certamente quello di creare una vera e propria “setta” di fedeli, nessuno qui si vuole davvero sostituire al Cristianesimo o all’Islam…Chiesa Google

Ma da un punto di vista puramente scientifico ed oggettivo, i motori di ricerca in genere hanno davvero qualità fenomenali, e Google più di tutti. Se credete nelle religioni rivelate ma le ritiene una necessità antropologica di rimettere richieste e desideri ad un essere superiore, onnisciente ed onnipresente,  incapace di malvagità… l’associazione è ancora più semplice ed intrigante.

Chi non si è sentito offeso può godersi la sezione “festività”, “preghiere” o quella dei “comandamenti”.

“Non avrai altro Motore di Ricerca all’infuori di me”

“Non usare il verbo “Googolare” per ricerche su Motori minori”

Noi l’abbiamo trovato divertente e ricco spunti di riflessione, “tecnologica” più che “teologica”.

Voi cosa ne pensate?


Great (Fire)Wall of China

La Grande Muraglia Cinese del nuovo millennio si trova su Internet.

Non è un mistero che gli internauti dei paesi sotto dittatura si ritrovino un internet per cosi dire “smussato”, ma quando parliamo del paese più popoloso del mondo, la cosa può iniziare a preoccupare.

Da qualche giorno  Google parla addirittura di voler abbandonare il paese, stanco dei tentativi di hacking del suo sistema di posta elettronica e delle pressioni del governo cinese per i dati sulle ricerche “scomode”.

La Cina oscura siti e blog di diversa natura ai suoi 338milioni di navigatori, 3 volte il numero di quelli Europei, 100milioni in più di quelli americani.

Contato in modo approssimativo, un sesto della popolazione mondiale navigante non ha accesso a informazioni e contenuti che qualcuno ritiene “pericolosi”.

Vediamo una lista di alcuni siti censurati in Cina:
(sostenitori del libero pensiero siete avvertiti, c’è da rimanerci male!)

Motori di ricerca:

googlegoogle.com
baidu.com
msn.com
yahoo.com

(ma anche i rispettivi .de .it .es .se .fr .ru .co.uk ed altri)

Stampa Internazionale:

NY Times Logo_250cnn.com
bbc.com
repubblica.it
nytimes.com

Enciclopedie:

wikipedia.com
(ma anche .de .it .es .org……)

Social Networks:

twitter.combebo.comblogger.com
myspace.com
digg.comhotmail.com
facebook.com

Altri:

youtube_logo_01 disney.com
amnesty.com
radio-canada.ca
youtube.com
apple.com
whitehouse.gov

nintendo nintendo.com
amnestyinternational.org
greenpeace.org


skype microsoft.com
youporn.com
skype.com
amazon.com


Esisteva, fino a poco tempo fa, un sito chiamato Greatfirewallofchina che sfruttava alcuni server localizzati in Cina per ospitare un piccolo programma che generasse richieste di una lista di siti e ne verificasse così l’accessibilità. Sono ovviamente stati costretti a chiudere, verificate voi stessi.

Il problema della censura di Internet è comune a molte dittature. La Corea del Nord ne sa qualcosa ed anche gli amici Iraniani che si sono recentemente sentiti dire che Facebook e Twitter sono pericolosi per la sicurezza nazionale, in quanto usati per organizzare proteste contro il “legittimo” governo.

Il problema è chiaro: Internet non è soltanto la libertà di ognuno di parlare al mondo intero. Rappresenta anche la libertà di poter liberamente sapere cosa il mondo pensa e di trovarsi d’accordo oppure no. Informazioni in uscita, in entrata, ma soprattutto idee in fermento.

La censura dei mezzi di informazione e dei social network è un chiaro segno della volontà di isolamento della popolazione. Se l’unico modo che ho di sapere cosa succede in Tibet o in America è attraverso i canali ufficiali del governo, come potrei mai farmi venire il dubbio che esista un’altra faccia della verità?

Nella Russia degli anni 50 i giornali sostenevano che la guerra in Corea fosse stata iniziata dai Sud Coreani. Se quella è l’unica voce che sento, come si fa a dire di no?

Non soltanto puniscono l’alternativa di pensiero. La rendono impossibile.

L’esclusione di siti come disneyappleyouporn costituiscono invece un vero e proprio scudo nei confronti della cultura occidentale. Che riesce a permeare comunque, ma solo per esperienza indiretta e mai per contatto vero e proprio.

Forse tutto questo crollerà col tempo, grazie a nuove tecnologie non “bloccabili” o per il naturale mischiarsi delle culture. O magari per le solite,  semplici ma meno romantiche, logiche di profitto.

Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero… a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto. (George Orwell)

Google: “Dont’ be Evil? ” o “Quod me nutruit, me destruit”

dont_be_evil…Dont’ be Evil…

Questo è il motto di Google.

Ed in parte è la nostra fregatura. Perchè la BONTA’ delle sue azioni ce lo rendono simpatico..

Beh del resto…

prendete il motore di ricerca più potente al mondo e… usatelo gratis. Trovate immagini, articoli, blog, sempre rilevanti e in pochi centesimi di secondo…

poi

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