Spesso non ci accorgiamo delle applicazioni che installiamo sul nostro profilo di Facebook, magari rispondendo ad un link di un amico o invogliati dall’invito automatico inviato dalla stessa applicazione di un altro profilo.
Queste applicazioni al momento dell’installazione richiedono di poter accedere alle nostre informazioni e, come ha asserito anche Graham Cluley esperto di sicurezza: “…troppe persone cedono questo diritto troppo facilmente a delle applicazioni completamente sconosciute.”. Spesso le informazioni raccolte vengono poi vendute e riutilizzate per azioni di spamming massiccio. Un vero attentato alla privacy.
In particolare in Inghilterra sta dilagando il “DISLIKE button” ,letteralmente “il bottone NON MI PIACE” , che permetterebbe di segnare come non apprezzati i post di amici e conoscenti.

L’applicazione in realtà costringe l’utente a fare un questionario utilizzando nomi e marchi famosi (per i quali molto probabilmente gli scammer sono pagati) e poi richiede la possibilità di essere installato come add-on sul browser Firefox.
Questa installazione, stando a quanto si legge dai feedback di Firefox, aggiungerebbe addirittura della pubblicità tramite banner artificiali ed è stata segnalata dalla community.
Il logo dell’azienda produttrice del software è copiata e lo stesso Facebook ha fatto sapere che si stanno impegnando a limitare l’esplosione di applicazioni maligne sul sito. Questo però non deve sollevare gli utenti da un’attenta valutazione delle proprie azioni sul portale: in pratica fate attenzione a cosa installate! Soprattutto ora che sta cominciando a girare la versione dell’”Unlike Button” in italiano.
Anzi, se mai foste dubbiosi sulla bontà di un elemento provvedete a segnalarlo attraverso l’apposito link.



ottobre di due membri della Commissione Corruption Eradication (KPK) migliaia di indonesiani hanno fatto sentire il peso della loro opinione con l’apertura di un gruppo a sostegno su Facebook dei due.

