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Attenzione alle applicazioni di Facebook

Spesso non ci accorgiamo delle applicazioni che installiamo sul nostro profilo di Facebook, magari rispondendo ad un link di un amico o invogliati dall’invito automatico inviato dalla stessa applicazione di un altro profilo.

Queste applicazioni al momento dell’installazione richiedono di poter accedere alle nostre informazioni e, come ha asserito anche Graham Cluley esperto di sicurezza: “…troppe persone cedono questo diritto troppo facilmente a delle applicazioni completamente sconosciute.”. Spesso le informazioni raccolte vengono poi vendute e riutilizzate per azioni di spamming massiccio. Un vero attentato alla privacy.

In particolare in Inghilterra sta dilagando il “DISLIKE button” ,letteralmente “il bottone NON MI PIACE” , che permetterebbe di segnare come non apprezzati i post di amici e conoscenti.

Cattura

L’applicazione in realtà costringe l’utente a fare un questionario utilizzando nomi e marchi famosi (per i quali molto probabilmente gli scammer sono pagati) e poi richiede la possibilità di essere installato come add-on sul browser Firefox.

Questa installazione, stando a quanto si legge dai feedback di Firefox, aggiungerebbe addirittura della pubblicità tramite banner artificiali ed è stata segnalata dalla community.

Il logo dell’azienda produttrice del software è copiata e lo stesso Facebook ha fatto sapere che si stanno impegnando a limitare l’esplosione di applicazioni maligne sul sito. Questo però non deve sollevare gli utenti da un’attenta valutazione delle proprie azioni sul portale: in pratica fate attenzione a cosa installate! Soprattutto ora che sta cominciando a girare la versione dell’”Unlike Button” in italiano.

Anzi, se mai foste dubbiosi sulla bontà di un elemento provvedete a segnalarlo attraverso l’apposito link.

Google TV – La televisione di Google

Magari qualcuno di voi l’ha già sentita nominare, ma sembra una roba così futuristica che ancora che non occorre preoccuparsene…

Quando Google TV è stata annunciata da Google alla conferenza annuale per gli sviluppatori c’era nell’aria un sacco di entusiasmo. Purtroppo, insieme all’entusiasmo, sono nate un sacco di domande.
Ma cosa ci fa Google con la TV?




Con questa mossa Google punta a entrare nei salotti di milioni di persone, rivoluzionando non solo i palinsesti ma anche le abitudini di tutti noi.
Il progetto non è nuovo, anzi è stato studiato nei minimi dettagli in modo da dare del filo da torcere gli avversari. A partire dal fatto che, basandosi su Android, hanno potuto mettere in scacco Apple e i suoi dispositivi con grossi limiti sui contenuti in formato Flash.

Google vuole essere ovunque ci sia Internet, non è un mistero, e se Internet arriva sulla TV, allora ecco che Big G ci mette il naso. Il nuovo gioiello tecnologico, tramite un box tipo decoder, o già integrato nei televisori, permetterà di navigare online e surfare tra i canali come fra le pagine web.
Un pacchetto completo questo della Google Tv, marchiata Sony, con sistema operativo Android, processori Atom Intel, telecomando e tastiere wireless Logitech.
Rishi Chandra, responsabile del progetto dichiara l’intenzione di cambiare l’esperienza della tv così come gli smartphone hanno cambiato i nostri telefonini.

Oggi guardiamo la TV. Fra qualche mese, prepariamoci a sperimentare la SmartTV.

Diamo i numeri sul mondo dei cellulari!

Dopo numerose discussioni intercorse in questi giorni di attesa dell’uscita del nuovo Iphone, mi sono reso conto che siamo tutti un pò a secco di numeri aggiornati sul mondo MOBILE (letto all’inglese) così mi sono impegnato a cercare le fonti più aggiornate per regalarvi ottimi spunti di discussione.

  • A febbraio 2010 erano attivi 4,6 miliardi di abbonamenti e sim e ci si aspetta di raggiungere i 5 miliardi entro la fine dell’anno. (Fonte)
  • Ad oggi risultano esserci più di 25.000 applicazioni per i sistemi portatili Apple disponibili sull’AppStore, più di 5 miliardi quelle scaricate al 7 di giugno 2010. (Fonte)
  • In USA il sistema operativo della RIM, produttrice del BlackBerry, è in assoluto il più diffuso con un 35% del mercato. Seguono Iphone OS con il 28 %, Windows Mobile al 19 %, Android al 9% e Palm OS al 4%. (Fonte)
  • Sempre negli USA in media ogni giorno del 2009 sono stati spediti 4,1 miliardi di SMS. (Fonte)
  • Nel 2009 in tutto il mondo sono stati venduti 1 miliardo e 211 milioni di telefoni cellulari: di questi circa 441 milioni sono Nokia, 236 milioni sono Samsung e 122 milioni sono Motorola. Rispettivamente primo, secondo e terzo posto. (Fonte)
  • Il sistema operativo che offre il maggior numero di applicazioni gratuite è Android che non chiede nulla per il 57% delle applicazioni disponibili; seguono Palm con il 32%, Apple con il 25 %, RIM con il 24%, Windows con il 22% e Nokia con appena il 15%. (Fonte)
  • La media dei prezzi delle applicazioni vede in prima e seconda posizione RIM e Windows, rispettivamente 8.26 $ e 6.99$. Seguono a distanza Apple, Nokia Android e Palm che si attestano tutti tra i 2.50$ e i 3.50$. (Fonte)
  • Nel 2009 il cellulare più venduto al mondo è stato il Nokia N95 8Gb subito seguito dal Nokia 6700 e dal Nokia 5800. Al quarto posto compare il BlackBerry Bold 9000. (Fonte)
  • Pochi sono consci del fatto che la tecnologia UMTS/HSDPA permetterebbe ai cellulari di navigare a 7,2 Mbps (al massimo 14,4Mbps), cioè velocissimo. Per intenderci come un’ADSL di casa. Le infrastrutture oggi presenti in Italia, però, non permettono una navigazione così veloce (al max io sono arrivato a 1,2Mbps in piena copertura). Vodafone è stata la prima in Italia a confermare di voler portare la velocità a 14,4 Mbps. (Fonte)
  • Nel mondo ci sono 300 milioni di “abbonati” femmine in meno rispetto ai maschi. (Fonte)
  • Nel 2013 si calcola che ogni mese verranno inviati e ricevuti 1,6 exabytes, cioè 1.200.000.000.000.000.000 bytes. (Fonte)
  • A dicembre 2009  gli italiani che si sono connessi a internet tramite un sistema cellulare sono stati 10 milioni. (Fonte)
  • Circa 100 milioni di utenti attivi di Facebook accedono al social network utilizzando anche il cellulare. (Fonte)

Apple blocca AdMob sulle App. Google infuriata.

Una news bella fresca riporta un importante cambio di rotta dal timone di Cupertino che sa di primo atto di guerra verso BigG.

TankGApple ha da poco cambiato i termini per gli sviluppatori di applicazioni dei propri dispositivi, escludendo la possibilità di inserire il servizio pubblicitario del BigG (ossia quelle pubblicità che spesso rendono FREE le applicazioni).

Nei nuovi termini, però, si legge che gli sviluppatori potranno continuare ad usufruire di “servizi pubblicitari indipendenti”, quindi ragionevolmente uno potrebbe chiedersi dove stia il problema.

Il problema sta nella definizione di “indipendenti”. Apple, casualmente, considera indipendenti tutti quei servizi pubblicitari che  non “sono posseduti o affiliati ad un distributore e/o costruttore di dispositivi portatili e sviluppatore e/o programmatore di sistemi operativi che non siano quelli di Apple stessa“.  In pratica una descrizione metaforica di Google.

TankAPer Google, ovviamente, questa è una scelta tanto inaccettabile quanto pericolosa.
“Questa decisione rischia di diminuire – o addirittura eliminare – i guadagni che sostengono decine di migliaia di sviluppatori. Le nuove condizioni colpiscono in modo equivalente i grandi e i piccoli creatori di app, limitandone in modo decisivo la possibilità di scelta di come guadagnare dal proprio lavoro” ha asserito Omar Hamoui, CEO in AdMob.

Comunque sia, è palese che i due colossi informatici statunitensi si stiano avviando verso l’inizio di un’aspra battaglia senza esclusioni di colpi. Non resta che aspettare e vedere chi farà la prossima mossa.

Guadagnare con Applicazioni per I-Phone

Portare a casa fino a 100mila euro in due settimane sembra un sogno… Ma grazie a qualche con conoscenza di programmazione ed un po’ di fantasia, beh…. non è poi così difficile.

Guadagnare con Applicazioni per I-Phone:
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