Olipad: cosa ci piace e cosa no.

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Alla fine l’orgoglio italiano ha portato alla presentazione del nuovissimo Tablet “made in Italy” targato Olivetti, azienda piemonte che ha fatto la storia della macchina da scrivere e del design, produttrice di uno dei primi portatili al mondo, ma che poi è riuscita, in un modo o nell’altro, a ridursi a fare solo più stampanti “per Poste Italiane”.

Olipad usbDa un pò Olivetti, ora facente parte del Gruppo Telecom, sta cercando di rientrare nel mercato dei dispositivi personali con pc, netbook ed ora anche con un Tablet Android Based.
L’Olipad, così si chiama, a prima vista sembra il classico tablet: lo scermo, i tasti touch, lo spessore eccetera.
Le caratteristiche principali sono presto dette:

- schermo capacitivo da 10 pollici lcd multitouch

- 1 GB di RAM

- 16 GB di memoria espandibile con SD fino a 64 GB

- Processore Nvidia Tegra 2 da 1GHz

- Android 2.2

- Connessioni Wi-Fi, Bluetooh e ovviamente 3G.

Partendo da queste caratteristiche possiamo già cominciare a fare le prime considerazioni.
L’hardware è di tutto rispetto, con un buon processore capace di notevoli capacità grafiche e una buona dose di RAM.
Già si storce il naso quando si legge che il sistema operativo montato sul sistema è Android 2.2. Questo versione dell’OS di Android è stato rilasciato questa estate ed ha già un successore, il famoso 2.3.
Inoltre sia il 2.2 che il 2.3 sono sistemi operativi per cellulari. Poco tempo fa Google ha presentato il nuovo Android votato ai tablet, HoneyComb, quindi perchè montare un software inadatto quando c’è già la versione successiva o addirittura una apposita per tablet?

Comunque quello che Olivetti dovrebbe garantire è un costante aggiornamento del dispositivo. Abbandonare l’Olipad al 2.2 equivarrebbe ad una condanna a morte.

Sempre sul fronte software il timore di molti utenti è che il market di Android non sia utilizzabile. Questo significherebbe un Market con applicazioni approvate e aggiornate da Olivetti, una strada irta di ostacoli e di frustrazioni già provate da tutti i possessori degli ultimi prodotti Toshiba (Folio e AC100) ottimi prodotti sacrificati a delle pessime scelte aziendali. Certo, Android permette con facilità di installare le applicazioni (.apk) di terze parti, ma questo è un passo faticoso, inutile, non sempre immediato e certamente non sicuro.

Ottime notizie arrivano dal fronte connettori: finalmente sentiamo parlare di un tablet con una porta USB vera e propria in aggiunta ad una connessione miniUSB. Ok.
E poi? Niente connettore HDMI, mancanza che su un tablet che decanta gli splendori dell’HD suona davvero strano. La possibilità di connessione ad alta definizione si ha solo con la dockin station, a parte ovviamente.

Altra mancanza davvero importante: il GPS. Nessuna possibilità quindi di geolocalizzare le proprie attività con precisione se non basandosi sull’approssimativa rilevazione del 3G.

A disposizione anche una fotocamera da appena 1,3 mega pixel (potevano impegnarsi di più), e nessuna sulla parte posteriore.

Cosa ci piace dell’Olipad 100

- Il processore, la RAM e lo schermo.

- La connessione USB.

- La scelta di Android, che rimane un pro solo se adeguatamente supportata.

- Il prezzo. L’Olipad viene venduto a 399 euro, quindi ad un prezzo vantaggioso rispetto ai concorrenti.

Cosa non ci piace dell’Olipad 100

- Android 2.2. E’ già disponibile il 2.3 e addirittura l’SO per tablet.

- Se confermato, il Market Olivetti. Essenziale per un dispositivo di oggi sono le applicazioni.

- Mancanza della connessione HDMI disponibile solo attraverso la dockin station (con connettore proprietario).

- Mancanza del GPS: tra un po’ anche i frigi ne sono provvisti. inoltre è un elemento importante per l’utilizzo social del dispositivo.

- Fotocamera frontale da 1,3 mega pixel e nessuna fotocamera posteriore.

Voi cosa ne pensate?

Commenti Da Facebook

Ci sono 2 commenti pubblicati direttamente su BananAffair

  1. Nikopolidis - 9 marzo 2011

    Sicuramente un concorrente in più, le caratteristiche tecniche dell’HW ci son tutte. Mi piacerebbe provarlo per vedere se potrebbe competere con i big del settore.

  2. FattoreWoW - 9 marzo 2011

    L’HW fa paura, ma rimango piuttosto perplesso da alcune scelte. Davvero non le capisco.

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