La nascita delle élite digitali

Condividi, fai crescere BananAffair!

Si può dire che Internet abbia perso la possibilità di essere un medium livellatore delle classi sociali?

Questa è la domanda a cui Aleks Krotoski , giornalista e scienziato sociale, ha cercato di dare una risposta nel corso di uno studio commissionato dalla BBC.
Lo studio ha dato origine ad una interessantissima trasmissione televisiva, trasmessa il 30 gennaio 2010 dalla stessa rete.

Il programma sarà disponibile per qualche giorno a questo link The Virtual Revolution. (Per IP esterni allo UK potrebbe essere necessario il Download di BBC IPlayer)

—————————————————————————————————————————————————————————————-

La sua natura tecnologica rende il web qualcosa di assolutamente nuovo anche dal punto di vista sociale.

Essendo infatti decentralizzato, il web assume carattere apolitico e non regolabile, dove tutti sono potenzialmente creatori di informazioni. Dei poli che attraggono e producono flussi di dati e idee, attivi e non più passivi.

Il web costituisce allo stesso tempo una grande libreria della conoscienza umana, di oggi e di ieri, una perfetta registrazione di cosa siamo e di come ci evolviamo, con facile accesso per chiunque.

Ne risulta che la costruzione della “verità” storica, politica, sociale, etica e morale è potenzialmente alla portata di tutti e non più di una élite intellettuale o politica come lo era in passato.

Tutto questo in teoria….

Ma sta succedendo davvero?

La partecipazione sul web vista da Gary Hayes

La partecipazione sul web vista da Gary Hayes

Fino alla metà degli anni ’90 i pionieri del web credevano davvero possibile il realizzarsi di questa Utopia virtuale.

Purtroppo però sembra che le cose stiano andando in modo diverso.

Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, ammette che, pur essendo loro stessi un prodotto di questa idea di livellamento del sapere umano senza eccezioni, sono stati costretti ad introdurre forme di gerarchia fra i redattori per il controllo della qualità dei contenuti.

Esiste quindi anche nel più grande dei sogni di uguaglianza, qualcuno che ha il potere di fare forza su come vengono distribuite le informazioni.

Sembra proprio che, più che agente di livellamento, Internet si sia invece adattato alla natura umana.

Gli studi sociali indicano infatti che la presenza di una gerarchia sia un elemento fondamentale per l’uomo, in quanto parte integrante del sistma di riferimento che usiamo per dare un senso al mondo esterno.

Così, come gli uomini delle caverne fecero a loro tempo, anche noi ora ci affidiamo a elementi scelti per ordinare le idee in un mondo che appare caotico e disordinato.

T.B.Lee, inventore del World Wide Web.

T.B.Lee, inventore del World Wide Web.

Sir Tim Berner’s Lee, uno degli inventori del web, ha seguito da vicino la internettizzazione del continente africano, sperando appunto di vedere come questa nuova parte di umanità andasse a integrare il sapere della comunità virtuale.

Con un pizzico di delusione ha invece notato che, arrivando in una comunità già formata, si sono piuttosto adattati loro a ciò che hanno trovato. Dopotutto, in un internet pieno di contenuti occidentali già ben indicizzati su quali altre informazioni i navigatori africani potevano formare la loro coscienza informatica?

Quindi, davvero un fallimento?

Non esattamente.

Sebbene anche nel mondo virtuale sia stata marcata una differenza gerarchica fra classi, ma anche fra paesi sviluppati ed in via di sviluppo, va ricordato una cosa fondamentale.

Il web è un prodotto dell’uomo e non uno strumento di cambiamento.

Come in ogni altra creazione umana vi è dentro riflessa la nostra natura, i nostri pregi, sogni e difetti.

Senza esclusione alcuna.

Commenti Da Facebook

Ci sono 2 commenti pubblicati direttamente su BananAffair

  1. Nikopolidis - 9 febbraio 2010

    Matte, articolo interessantissimo. E’ una situazione che avevo iniziato a valutare un paio di mesi fa con la partecipazione sui Social Network (come Friendfeed o Twitter).

    Casualmente, in questi giorni, leggo sempre più spesso articoli che evidenziano questo “problema” e sto segnalando questo post, anzi penso che se lanciaste una sorta di provocazione su FriendFeed otterreste 200000 consensi ;)

  2. TheBigMtt - 13 febbraio 2010

    Grazie!
    Anche io ho trovato l’argomento davvero stimolante. Certo non è una notizia di “largo consumo” ma trovo interessante che anche in uno scenario tecnologico che assomiglia sempre di più al “futuro” cinematograficamente inteso, alla fine restiamo pur sempre legati ad istinti sociali da uomini delle caverne :-)

    Personalmente mi ritengo un gran consumatore di Internet, un condivisore medio e spero anche un discreto produttore di contenuti, grazie a BananAffair…

    Magari hai provato a vedere il programma linkato, è accessibile dall’Italia?

Lascia un commento


Nome (Richiesto)

E-Mail (Richiesta)

Sito Web

Articoli che potrebbero interessarti

In % è espresso il grado di correlazione con l'articolo di questa pagina.


Nato ad Helicon, regione di Arturo il 11988 E.G. / -79 E.F. Ha studiato presso l'Università di Streeling

Vedi tutti gli articoli dell'autore

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes

Il nostro uso dei cookie

Come la maggior parte dei siti web, anche noi utilizziamo i cookie per fornire un servizio personalizzato e reattivo. Utilizziamo i cookie per consentire al nostro sito web di funzionare in modo più efficiente e per migliorarne le prestazioni.
Occorre solo un ok per proseguire.
Diversamente, cliccando sulla croce, i cookie saranno disabilitati.

Cliccare per proseguireAccetto i Cookie