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Premessa

Prima di iniziare la discussione sui next e i new media preferisco inquadrare il contesto di riferimento.

I next media sono i nuovi media che verranno, che al momento potrebbero essere in Laboratorio, o anche solo nella mente di qualcuno. Sono il futuro, quello che al momento può essere immaginato o desiderato.

Ma per arrivare ai next media occorre passare dai nuovi media. Come definisce Wikipedia “i nuovi media sono quei mezzi di comunicazione di massa sviluppatisi posteriormente alla nascita dell’informatica e in correlazione ad essa.”

Il termine media, plurale di medium, consente una comunicazione pubblica che può essere one-to-many e/o many-to-many. Un altro parametro che identifica i nuovi media è la possibilità di scegliere il momento di fruizione, la sincronia/asincronia rispetto all’emissione e ricezione del messaggio.

Come diceva McLuhan “il mezzo è il messaggio” e quindi il modo in cui i messaggi vengono veicolati ( le applicazioni e le piattaforme che lo supportano) definiscono il mezzo stesso, come medium appunto.

Il grafico qui sotto colloca le applicazioni dei nuovi media rapportate alle persone e indica chi produce le informazioni e chi ne fruisce (Fonte: blogs.zdnet.com).

Matrice sulla disposizione dei media in base alla produzione e fruizione

Matrice sulla disposizione dei media in base alla produzione e fruizione

L’affollamento verso la parte sinistra evidenzia come la produzione delle informazioni sia attualmente molto centralizzata; sono applicazioni controllate dall’interno Podcast, Widget, Rss, Servizi Web e Mashup. I Blog e i Wiki sono le applicazioni che gestiscono il passaggio verso la produzione periferica/collettiva.

Per lo più la produzione periferica tende alla fruizione verso l’esterno. Mentre nelle aziende la transizione da applicazioni off-line (più centralizzate) ad applicazioni online e social (da centrale a periferica) sta avvenendo pian piano nel quotidiano, al di fuori del lavoro, questo passaggio è già avvenuto.

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Gjidea vive a Torino ed è colei che si occupa della grafica e del codice di BananAffair. Dopo essere stata CEO di You Too Videogames si è specializzata in Web Communication. Ha vissuto qualche tempo a Parigi (esperienza super entusiasmante) e ora ha aperto a Torino insieme a FattoreWow un'azienda che si occupa di comunicazione digitale. E' vegetariana, adora i gatti, molto combattiva e adora film e libri di fantascienza, primi fra tutti Asimov e Dick.

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