London Riots. Il ruolo dei Social e del Web: da mezzo per l’organizzazione degli scontri a metodo di identificazione popolare dei fuorilegge

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Le agghiaccianti immagini di Londra mi stanno facendo gelare il sangue nelle vene pensando soprattutto ai miei affetti che si trovano nella capitale del Regno Unito. Violenza gratuita, selvaggia e vandalismo estremo. Incendi, distruzione, sangue e negozi derubati ricordano la celebre Rivolta di Los Angeles del 1992. La situazione assolutamente fuori controllo ha portato Cameron ad annunciare la necessità di intervenire con l‘esercito ventilando anche la non lontana possibilità di instaurare la corte marziale.

Grande importanza hanno avuto i nuovi dispositivi tecnologici, da una parte messi sotto accusa, dall’altra messi sotto controllo. I saccheggiatori e le gang si sono organizzati utilizzando principalmente Twitter e il sistema di messaggistica istantanea del BlackBerry. In particolare il sistema del BlackBerryMessanger è stato messo sotto accusa come primo sistema utilizzato per far espandere la protesta (ammesso che di protesta si possa parlare) e per questo RIM, l’azienda prodruttrice, ha confermato pubblicamente la volontà di voler collaborare con la polizia per punire i criminali che hanno messo a ferro e fuoco Londra. Questo anche per raffreddare le accuse ai nuovi media utilizzati per spostare gli scontri ed aggirare la polizia.

Vogliamo comuqnue ricordare che i Social, così come Internet, il Web, il BBM, Whatsapp e qualsiasi altra applicazione per comunicare, sono dei mezzi e come tali possono essere utilizzati sia male (come in questo caso) sia bene.

A questo proposito sono due le iniziative “positive” che riguardano le London Riots e i Social: da una parte un canale Twitter, RiotsCleanUp, utilizzato per radunare volontari decisi a dare una prima pulita ai quartieri devastati dalla guerriglia urbana. In poche ora l’account ha registrato migliaia di adesioni (al momento sono quasi 70.000).
Dall’altra un’iniziativa che esprime l‘esasperazione delle persone di Londra: un blogger ha deciso di utilizzare la piattaforma Tumblr per invitare tutti i cittadini a denunciare i saccheggiatori e i vandali postando sul sito catchalooter.tumblr.com le foto private degli scontri per aiutare la Polizia in un secondo momento a perseguire tutti i delinquenti. Il sito è un’iniziativa rischiosa perché mette alla mercé di gente davvero infuriata (basti pensare che molte persone hanno perso la casa, la macchina, il negozio e gli investimenti di una vita) i volti dei colpevoli, anche se l’intenzione è ben definita nella sidebar del blog: “Se riconoscete qualcuno chiamate la linea CrimeStopper ufficiale: questo sito non supporta la giustizia fai da te, piuttosto serve a raggruppare tutte le foto in un posto e rendere i riconoscimenti più semplici e veloci“.
Il sito ha cominciato subito a lavorare e ha cominciato a postare foto amatoriali, video piuttosto crudi e i collegamenti al canale Flickr ufficiale della polizia londinese. Polizia che dovrà dedicare molto tempo a leggere i messaggi mandati sul Web da giovani evidentemente non molto intelligenti che comunicano al mondo intero i propri crimini, come questa ragazza, ormai diventata celebre.

London Riots Twitter

Il Web non gliela sta facendo passare liscia e il suo vero nome è stato dato in pasto ai Social: ora migliaia di persone la vogliono arrestata come simbolo di giustizia. Ma questo è un altro triste articolo.

L’immagine iniziale è di Andy Armstrong, che ringraziamo.

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