Google spione raccoglie dati sul Wi-fi

Condividi, fai crescere BananAffair!

Un brutto scivolone per Big G. che ha costruito la propria immagine sul motto “Don’t do Evil“.

A quanto pare, Google ha “accidentalmente” raccolto dati estraendoli dalle nostre reti Wi-fi domestiche attraverso dispositivi piazzati sulle auto usate per raccogliere immagini per il già controverso Street View.

L’attività di raccolta, scoperta dall’autorità per la garanzia della privacy tedesca, pare sia stata perpetrata sin dal 2007.

Oltre a scattare foto delle nostre strade (e a volte dei nostri giardini e finestre) Google ha ammesso di aver raccolto nomi delle reti wifi (SSIDs) ed identificatori (Mac addresses)  per dispositivi come i router.

Non è chiaro cosa se ne facessero, ma l’azienda ha prontamente segnalato la volontà di esaminare il materiale raccolto e valutare la situazione sotto l’aspetto di una possibile violazione della privacy. Un po’ come si fossero trovati i dati in tasca senza sapere da dove arrivino.

L’ammontare dei dati, circa 600GB, non dovrebbe comunque includere nessun dato sensibile come pagamenti e password, e nemmeno dati generici di reti protette con un codice di accesso.

Google ha dichiarato di essere a conoscenza del “problema” da tempo e di aver lasciato i dati su un server disconesso per evitare l’accesso, in attesa di identificare il modo migliore di smaltirli.

Sono l’unico che non se la beve?

Commenti Da Facebook

Ci sono 3 commenti pubblicati direttamente su BananAffair

  1. pino - 29 luglio 2010

    ce poco da stupirsi dopo tutto quello che è la rete!!
    tutto e permesso ma non sempre concesso!

  2. FattoreWow - 29 luglio 2010

    Sai, quelllo che dici mi ha fatto pensare ad un ragionamento che mi tormenta da un pò di tempo: Internet, il web e tutto quello che offrono hanno completamente cambiato il modo di vedere e vivere. Ma anche di concepire la proprietà: questo un pò mi spaventa, perchè da una parte vedo dinosauri che non vogliono assolutamente cambiare di una virgola il loro modo di vedere (vedi youtube che deve pagare i contributi alla SIAE), dall’altra una generazione che crede che se una risorsa è intangibile (musica, software, film) allora “debba” essere gratuita. Così non si va da nessuna parte.

  3. djhell - 19 agosto 2010

    Ovviamente voci maligne volte a infangare google.
    Non ci credo proprio perchè la notizia arriva dalla rete. :)

Lascia un commento


Nome (Richiesto)

E-Mail (Richiesta)

Sito Web

Articoli che potrebbero interessarti

In % è espresso il grado di correlazione con l'articolo di questa pagina.


Nato ad Helicon, regione di Arturo il 11988 E.G. / -79 E.F. Ha studiato presso l'Università di Streeling

Vedi tutti gli articoli dell'autore

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes

Il nostro uso dei cookie

Come la maggior parte dei siti web, anche noi utilizziamo i cookie per fornire un servizio personalizzato e reattivo. Utilizziamo i cookie per consentire al nostro sito web di funzionare in modo più efficiente e per migliorarne le prestazioni.
Occorre solo un ok per proseguire.
Diversamente, cliccando sulla croce, i cookie saranno disabilitati.

Cliccare per proseguireAccetto i Cookie