Flash Mob

Condividi, fai crescere BananAffair!

Flash MobFlash mob; belli, bellissimi, riusciti, coinvolgenti e forti dal punto di vista comunicativo.

Dalla loro comparsa sono già stati intelligentemente imbrigliati dal sistema pubblicitario. Ma che siano a sfondo pubblicitario o meno non importa, rimangono un fenomeno davvero affascinante dei nostri giorni.

Ecco una veloce analisi di questo curioso fenomeno accompagnata da una carrellata di video e immagini di quei flash mob che ho trovato più significativi.

Per chi non sapesse esattamente di che cosa stiamo parlando provo a dare un veloce definizione.

Un flash mob (flash mobilitation o flash moltitude) è una mobilitazione spontanea e volontaria organizzata attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, possano essere questi cellulari, PDA, mail o post su forum e blog. Solitamente è difficilmente controllabile, non ha un vero “capo” e non ha una vera “coda” ed è capace di crescere ed espandersi, cioè di “toccare” nuovi utenti, in maniera esponenziale. Ogni manifestazione viene fotografata o filmata per essere poi condivisa sul web. (Se volete più info andate qui)

I propositi di un flash mob variano da caso a caso.  Si parte dalla considerazione che un flash mob deve attirare l’attenzione.

I primi nacquero per rompere gli schemi del comportamento sociale, quindi sotto forma di scherzo, per creare stupore; molti, tuttora, hanno ancora questa finalità e divertono, lasciano di stucco o spaventano i malcapitati che si trovano, loro malgrado, in mezzo all’azione.

Esempi oramai classici di flash mob sono:

Il freeze: ad un segnale tutti i partecipanti si bloccano nella posizione in cui si trovano e si liberano solo al secondo segnale.

Grand Central Station in New York, 31 gennaio 2008

Sydney, 24 gennaio 2008

Manchester supermarket, 13 giugno 2007

Le battaglie: ce ne sono di diverso tipo, dalle battaglie coi cuscini (Pillow fight) a quelle di immaginari pirati o ninja. Le tempistiche di funzionamento sono le stesse del freeze.

Colonia, 4 aprile 2009

Cornell University, 11 luglio 2007

University of California, Berkeley, 25 gennaio 2007

Follow me: una persona ad una determinata ora si ferma in un punto prestabilito e piano piano tutti i partecipanti si incolonnano dietro a lui.

Polonia, 3 febbraio 2007

Dancing: semplicente ci si trova in un posto e ci si mette a ballare una coreografia. L’effetto scenico è assicurato.

Los Angeles, California

Altri flash mob vengono utilizzati per commemorare un avvenimento: con la morte di Micheal Jackson ne sono stati organizzati centinaia in giro per il mondo dedicati proprio alla Star scomparsa. Tutti o quasi consistevano nel cominciare improvvisamente a ballare un pezzo di una canzone di Jako in mezzo alla folla per poi continuare a camminare normalmente alla fine.

Stoccolma, 8 luglio 2009

Hollywood, 27 luglio 2009

Preparazione di un flash mob in Canada, Montreal, 28 luglio 2009

La curiosità è che a ballare durante le prove sono intervenuti un poliziotto (che poi ha preso parte al flash mob integrale) e la ministra dell’immigrazione Yolande James.

Alcuni flash mob hanno un obiettivo politico, di protesta. Divenne celebre quello di protesta contro l’oppressione del governo Bielorusso. Venne organizzato il 15 maggio 2006 da un utente nominato “by-mob” attraverso un blog. Il piano era quelllo di trovarsi nella piazza principale della capitale Minsk semplicemente per camminare mangiando un gelato.

Risultato?

Intervennero prontamente gli addetti alla sicurezza per stroncare la manifestazione. Le immagini di agenti, in borghese e non, che fermavano e maltrattavano persone che mangiavano un gelato fecero il giro del mondo documentati da blog politici come quello di Andy Carvin da cui avevo preso due immagini dell’accaduto ma che ora sono state rimosse.

Fu però solo l’inizio. Ad esempio, come narra Clay Shirky in “Uno per uno, tutti per tutti”, alla chiusura forzata di un quotidiano venne organizzata una protesta con le seguenti direttive: “Troviamoci in piazza alla data ora e camminiamo, senza parlare, semplicemente sorridendoci l’un l’altro e leggendo il giornale messo al bando”. Surreale. Ma potente.

Le immagini sono tratte dal blog Belorusian Stories.

La testata messa al bando Nasha Niva.

La testata messa al bando Nasha Niva.

Manifestazione per il Nasha Niva in corso.

Manifestazione per il Nasha Niva in corso.

A detta del blogger questi erano agenti del KGB che filmavano lazione.

A detta del blogger questi erano agenti del KGB che filmavano l'azione.

Ora i flash mob più belli, quelli che lasciano davvero senza parole e che spopolano la rete servendosi del concetto di contenuto virale, sono organizzati o finanziati da aziende che hanno capito l’importanza della condivisione e del coinvolgimento delle persone. Un tipo di pubblicità che punta a legare il nome dell’azienda ad un bellissimo evento apparentemente spontaneo.

La forza di questo tipo di comunicazione è incredibile e potente. L’idea di fare pubblicità non invasiva con un contenuto originale era già venuta alla produttrice di chewing-gum Stride che finanziò i viaggi del famoso Matt.

Il nome dell’azienda non si vede se non alla fine del video, quindi non è per niente invasiva.

Un’azienda molto attiva da questo punto di vista e che ha saputo cogliere la novità dei flash mob a proprio vantaggio è stata la T-Mobile, seconda compagnia di telefonia mobile al mondo che fa capo alla Deutsche Telekom.

La T-Mobile s’è fatta sponsor, ad esempio, del Sing-Along a Trafalgar Square nel centro di Londra dove, distribuendo microfoni numerati a chi si è presentato in piazza , ha organizzato il più grande karaoke della storia grazie all’utilizzo di un megaschermo per i testi delle canzoni.

Londra, Trafalgar Square, 30 aprile 2009

Semplicemente bellissimo

E come se le persone non fossero abbastanza emozionate dal condividere un’esperienza così bella con sconosciuti e amici, di colpo l’organizzazione sfila un vero asso nella manica

Sempre la T-Mobile a Londra ha “brandizzato” un ballo di gruppo alla stazione di Liverpool Street, una delle più importanti della capitale.

Londra, Liverpool Station, 15 gennaio 2009

Infine non si può non citare il cliccatissimo mobs che ha sconvolto e fatto letteralmente impazzire (guardare il video per credere) la potentissima opinion maker/leader Oprah Winfrey. Al party per la 24esima stagione del suo show a Chigago sul palco vengono chiamati i Black Eyed Peas per cantare il nuovo singolo pluripremiato “I gotta feeling”. Ma dopo qualche secondo dall’inizio della canzone Oprah si accorge che c’è qualcosa che non va…

Questo si che è un bel modo di fare pubblicità.

Commenti Da Facebook

Nessun commento.

Lascia un commento


Nome (Richiesto)

E-Mail (Richiesta)

Sito Web

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes

Il nostro uso dei cookie

Come la maggior parte dei siti web, anche noi utilizziamo i cookie per fornire un servizio personalizzato e reattivo. Utilizziamo i cookie per consentire al nostro sito web di funzionare in modo più efficiente e per migliorarne le prestazioni.
Occorre solo un ok per proseguire.
Diversamente, cliccando sulla croce, i cookie saranno disabilitati.

Cliccare per proseguireAccetto i Cookie