Le manifestazioni non si fanno più solo in piazza. In seguito all’arresto di Giovedì 29
ottobre di due membri della Commissione Corruption Eradication (KPK) migliaia di indonesiani hanno fatto sentire il peso della loro opinione con l’apertura di un gruppo a sostegno su Facebook dei due.
Il KPK aveva avuto “idee divergenti” sia con la polizia che con l’ufficio del procuratore negli ultimi tempi ma aveva sicuramente il sostegno del popolo.
La pagina aperta su Facebook ha contato 350.000 adesioni il primo giorno arrivando a sfiorare il milione (925.000 persone) una settimana dopo.
Il creatore della pagina (Gerakan 1.000.000 Facebookers Dukung Chandra Hamzah & Bibit Samad Riyanto)
Usman Yasin
ha dimostrato a tutto il mondo come l’opinione pubblica possa ora esprimere realmente quello che pensa e costituire “il termometro politico” del paese (come è stato affermato anche da uno degli attivisti).
“Ho creato questo sito [in segno di protesta] contro l’abuso di cattiva applicazione della legge “, ha detto Yasin. “Ho pensato di dover fare qualcosa per sostenere Chandra e Bibit, che si sono dedicati al paese.”
Sotto la pressione popolare la polizia ha DOVUTO rilasciare i due accusati, anche se hanno affermato che è solo temporaneamente.
Ora, alcuni facendo “buon viso a cattivo gioco” hanno affermato che questa pagina aiuta il governo a capire/comprendere le richieste del popolo.
Popolo, ecco, mi chiedo possiamo essere ancora solo popolo o siamo già cloud/network?
Sicuramente il singolo (appartenente allo “Stato” “mondo con internet”) ha un potere in più, ha l’appoggio della massa. Quando la massa non è più l’incontrollato ammucchio di persone che ricordiamo tutti nei cortei scolastici, ma è l’insieme di individualità accomunate da idee che hanno accettato le regole di un fondatore comunicatore, allora la massa ha il potere che la democrazia ha sempre desiderato.
Allora Facebook è = Power to the People
