Diaspora, il social network open source e privacy-friendly

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Alcuni di voi possono aver sentito parlare recentemente di Diaspora, un social network open source e decentralizzato.
L’idea è nata verso l’inizio di quest’anno, proprio nel momento in cui l’incontrastato Facebook era sotto il mirino dei media e dell’opinione pubblica per l’approccio non sempre trasparente nei confronti della privacy dei suoi oltre 500 milioni di utenti. Quattro ragazzi della New York University hanno pensato a quali caratteristiche avrebbero desiderato da un nuovo social network, e a come svilupparlo.

Nel maggio del 2010 il team ha pubblicizzato il progetto Diaspora su kickstarter.com, una piattaforma di crowdfunding che ha permesso loro di raccogliere $200.000 in pochissimi mesi, andando ben oltre l’obiettivo dei $10.000 che si erano posti. Tra i finanziatori di Diaspora è comparso, a sorpresa, anche lo stesso Mark Zuckerberg.

Il lavoro è andato avanti a senza sosta, sforando tuttavia di circa un mese sulla roadmap originale; finalmente ieri sera il team che lavora al progetto ha spiegato come fare a ricevere inviti per provare Diaspora nella sua release alpha.

Diaspora, il social network libero e decentralizzato

Diaspora è rispettoso della privacy in quanto intende consentire agli iscritti di essere gli unici detentori e responsabili dei propri dati e dei files caricati sul proprio profilo.
Le informazioni dei profili Diaspora vengono infatti conservate in uno spazio web di proprietà dell’utente e non sui server di terzi, come invece succede con Facebook.
Questo implica che la struttura del social network sia non concentrata in un solo punto, ma distribuita e decentralizzata, con un modello assimilabile al peer-to-peer o, meglio, al cloud computing.

Questo però non è sembrato abbastanza ai creatori di Diaspora, i quali vogliono dare la possibilità agli utenti del social network di recuperare una dimensione di riservatezza che, con Facebook, si è effettivamente un po’ persa.
Essi intendono infatti ricreare un’interazione sociale più naturale e personalizzabile: si potranno gestire in maniera diversa i diversi aspetti della propria vita, senza temere che ciò che viene detto possa essere letto da tutti i propri contatti indiscriminatamente. Gli iscritti a questo social network potrebbero essere interessati infatti a far visualizzare certi contenuti solo alla propria famiglia, o ai propri amici di sbronze, o a colleghi e capi, o ancora ai compagni delle elementari e ai tanti altri (semi)sconosciuti della propria sfera sociale.

La flessibilità in termini di comunicazione sarà regolata per mezzo degli aspetti. Il team spiega sul blog di Diaspora:

“Diaspora permette di creare “aspetti”, che sono liste personali che permette all’utente di raggruppare i propri contatti a seconda dei ruoli che essi ricoprono nella vita reale. Pensiamo che gli aspetti possano essere un modo semplice, diretto, facile e veloce di rendere veramente consapevole l’utente di chi sta leggendo i suoi contenuti e da parte di chi sta ricevendo post. Non si tratta di un modo perfetto, ma il mondo migliore di migliorare è di mettere questo strumento nelle vostre mani e aspettare un vostro riscontro.”

Io lo trovo un progetto molto interessante perché è open source, gratuito e privacy-friendly, tuttavia ho già avuto modo di esprimere le mie perplessità su Diaspora:

“L’idea di un social network distribuito su un grande numero di server personali è in piena filosofia “cloud”, ma quanto costerà mantenere un seed? Ad oggi infatti pare non esistano affermati servizi di hosting dotati di server in grado di supportare Ruby e al contempo di offrire delle soluzioni gratuite: è difficile pensare che un social network a pagamento (fosse anche solo in termini di poche decine di dollari l’anno) possa proporsi come valida alternativa a Facebook. Perplessità che potrebbe venire meno se invece, come sta provando a fare il team di Diaspora, si riuscirà a creare a breve un servizio di hosting condiviso (come wordpress.com per i blog) e gratuito, su cui potrebbe volersi appoggiare la gran parte degli utenti.”

E voi, lettori di BananAffair, cosa ne pensate?

Commenti Da Facebook

C'è 1 commento pubblicato direttamente su BananAffair

  1. Tweets that mention Diaspora, il social network open source e privacy-friendly « BananAffair.it -- Topsy.com - 25 novembre 2010

    [...] This post was mentioned on Twitter by SocialMediaStrategy, StrategieSocialMedia, FOSSwiki, Ludo Spagnolo, Alberto Cabodi and others. Alberto Cabodi said: #Diaspora, il social network open source e privacy-friendly – @BananAffair @ludospagn http://t.co/THbO1gQ [...]

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Ludospagn è nato nel 1985 e vive su internet dal 1995. Si è laureato nel 2010 in Interazione Uomo-Macchina. Ha scritto una tesi di laurea su un’applicazione di edutainment per tablet, dalla quale è nato il progetto Fairytaling, vincitore del Working Capital di Telecom Italia, Wired e dPixel. Dal 2010 si occupa per professione di social media marketing per grandi marchi. Ama fotografare, viaggiare (appena può scappa a Barcelona), cucinare, sognare, progettare e, quando può, dormire. Ha anche un suo blog personale, dove scrive quando può: www.appuntisulweb.com

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