Che fine ha fatto Second Life??

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Non molto tempo fa Second Life era ovunque, con multinazionali pronte ad investire miliardi nel nuovo mondo virtuale.

Oggi…. ci eravamo persino dimenticati di chiederci che fine avesse fatto!

C’era una volta Second Life, una realtà alternativa online più che un videogioco, creato dalla Linden Lab nel 2003, dove gli utenti/giocatori e i loro avatar (personaggi) possono vivere una seconda vita on-line.

The Maldives virtual embassy

Le Maldive sono state il primo paese ad aprire una ambasciata nel 2007

Vorreste vivere al mare, essere di una diversa etnia o diverso sesso? Tutto è possibile nel mondo Second Life. E tutto ha un prezzo ovviamente: abiti nuovi, drink in un bar, anche una villa di lusso o un isola privata possono essere acquistati con i dollari Linden.

Entro la fine del 2007 Second Life aveva collezionato più di 600 menzioni in giornali e riviste del solo Regno Unito. IBM ne acquistò la proprietà nel 2006, lo stesso anno in cui American Apparel apriva un negozio sulla piattaforma e la rivista Reuters creava il primo avatar giornalista Adam Pasick – anche noto come Adam Reuters – pronto a riferire su eventi virtuali e rapporti fra ambasciate del mondo Second Life.

Su second Life hanno suonato gli U2 e i Depeche Mode. Non mancano nemmeno Toyota e Bershka a vendere auto e vestiti per gli avatar dei giocatori. Si possono anche seguire corsi universitari riconosciuti anche nel mondo reale. La Princeton University ha un isola tutta sua, ad esempio.

Il numero di persone iscritte al sito passata da 450.000 a quattro milioni nel 2007. E le transazioni hanno toccato il miliardo di dollari Linden.

Altrettanto rapidamente vediamo però sfumare l’interesse dei media. I riferimenti sono crollati del 40% nel 2008 e caleranno ulteriormente quest’anno. American Apparel ha già chiuso il suo negozio, appena un anno dopo l’apertura. Reuters ha ritirato il suo corrispondente nel mese di ottobre 2008.

Cosa è successo?

Problema numero 1: I negozi virtuali sono stati un fallimento.
American Apparel lamenta: “20-30 visite appena dopo l’apertura, poi nessuno si è più fatto vivo”.
Un rivenditore del genere può anche spendere 20.000$ per progettisti e lo spazio di archiviazione presso Linden Lab, per costruire un negozio virtuale.
Il fatto è che il primo a andare online ha sicuramente tutta l’attenzione dei media, ma quando sei la quindicesima azienda che va su Second Life, nessuno ne parla…

Problema numero 2: La tecnologia di base non è facilmente comprensibile o accessibile: Second Life ha dovuto a rivedere al ribasso le proprie ambizioni per la qualità della grafica. Per estendere l’accessibilità e considerare le diverse velocità della banda larga in tutto il mondo, sono infatti stati costretti a ridurre l’aspetto grafico a quel vagamente cartoonesco che conosciamo.

Problema numero 3: Dal punto di vista degli users, vivere in Second Life non è affatto semplice. Devi imparare a controllare le cose e leggere i manuali su come raggiungere le isole. E’ facile che per metà del tempo tu stia in giro a parlare con gente strana e poco “reale”. La curva di apprendimento necessaria per Second Life impedisce a molti utenti di divertirsi e tornare periodicamente. Tutt’altra roba rispetto agli immediatissimi Facebook o Twitter.

Problema numero 4: con la tecnologia Mobile, la scena dei social network online è decollata. “La chiave di tutto, on-line, è di ottenere una portata più ampia possibile di persone”, spiega Jim Clark dei ricercatori di mercato Mintel.  Il Mobile è il futuro di ogni attività online, ma per Second Life sarà durissima. Questo perché la grafica richiede più memoria di quella che ad oggi gli smart phone siano in grado di gestire.secondlife

Ufficialmente nessuno si preoccupa, perché “il numero di utenti
continua a crescere” , afferma Mark Kingdon, amministratore delegato di Linden Lab.

Ed è vero Second Life vive ancora, un milione di persone accede ogni mese, dice. Ma ci permettiamo di osservare che se gli iscritti sono 4 milioni questo significa
che i 3/4 dei membri accede meno di una volta al mese!

IBM, ovviamente, continua ad essere un sostenitore accanito di Second Life.
Che per ora girino ancora molti soldi non ci sono dubbi…. Ma per molti, studiosi o semplici appassionati che siano, il destino del mondo di Second Life è già segnato!

Commenti Da Facebook

Ci sono 5 commenti pubblicati direttamente su BananAffair

  1. Giorgio Borelli - 12 dicembre 2009

    Concordo in pieno, Second Life è destinato a morire almeno alle condizioni attuali, troppo complicato, la gente vuole tutto e subito, arriva legge posta e vola via su un’altro social. SL troppo macchinoso troppo pesante.

  2. FattoreWoW - 12 dicembre 2009

    @Giorgio Borelli
    Sono d’accordo con te quando dici “alle condizioni attuali”. Non è mai detto che riprogrammando tutto, aggiungendo funzioni, semplificando l’interfaccia e l’accesso non possa rinascere dalle proprie ceneri.

  3. Hober - 2 febbraio 2010

    ma che state dicendo….second life è il futuro…..

  4. HH - 3 febbraio 2010

    Second Life non è il futuro e non è il passato.
    Non sostituirà gli altri mezzi di comunicazione e non perirà a causa del loro fiorire.
    SL è solo un luogo virtuale, forse troppo sopravvalutato.
    Dopo un po’ diventa noioso, ma all’inizio la curiosità è tanta.
    Non dà emozioni, non dà brividi, non sostituirà mai la vita reale.
    Al suo interno hanno successo solo persone che nella vita reale sono dei falliti all’ultimo stadio.
    Questo è quanto.

  5. Quass - 9 maggio 2010

    Second che? ma, preferisco vivere la MIA di vita…Ci son alberi veri, gente vera, cieli veri…sti cazzi quelli virtuali, no?

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TheBigMtt vive a Londra. E' cresciuto nel Torinese, ma ha vissuto per un po' anche a Barcellona. Spende in rete circa 12-13 ore al giorno, ma trova anche il tempo di dedicarsi a un po' di sano sport. Parla correttamente 3 lingue, e altre due così così. Ha una laurea in Scienze della Comunicazione e lavora nel campo del Search Engine Marketing per una conosciuta agenzia pubblicitaria. E' un patito di statistiche e percentuali, un analitico e visionario, mosso ed ispirato dal principio dell' ESPOSIZIONE (tutto, ma proprio tutto ti insegna qualcosa. Ben vengano i viaggi, le confusioni e gli imprevisti. Ben venga tutto ciò che mi può far girare la testa e perdermi nel mondo....)

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