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The Android Phone is for Porn

Non ci posso fare nulla da quando me l’hanno fatta ascoltare è diventato il gingle dell’estate.

Per di più con due colleghi androidiani (FattoreWoW e TheBigMtt) non mi passa più….diciamo che nell’infinito e vorticoso bisticcio tra pro-android e pro-apple chi ci guadagna sono gli ignari internauti che, come me, si imbattono in divertentissimi video fatti da una parte o dall’altra della barricata. Dopo i video parodia sul nuovo iPhone4, ecco uno spassoso cartone nel quale un irruente Android rovina con le sue indecenti maniere, il keynote del buon Steve.

Il tutto nasce da un’affermazione, a nostro parere un pò infelice, del numero uno Apple, che parlando  sulla volontà di bloccare il porno sull’Appstore sbocciò in un “…we do believe we have a moral responsibility to keep porn off the iPhone. Folks who want porn can buy and Android phone.

Nel video il robottino ha una voce davvero spassosa e alla fine Jobs sconsolato e sfibrato dall’esibizione del piccolo automa verde, riesce solo a bisbigliare: “I’m gonna sue you!” ovvero “Ti denuncerò!”

Vi lasciamo il video facendo notare però che sull’apple store rimane disponibile l’applicazione di Playboy!

Ma quanti domini di 1° livello ci sono?

Stiamo parlando dei domini che in inglese sono chiamati Top Level Domain (TLD) e sono di competenza degli Stati Sovrani o di strutture Sovranazionali riconosciute Internazionalmente. Per intenderci: .it, .com, . net e via dicendo. Quelli di proprietà degli stati hanno solo 2 lettere, i secondi non hanno un limite prestabilito e possono essere patrocinati (es: .aero .asia .cat .coop .jobs,….), non patrocinati (es:.info .int .mil .name .net .org), riservati (.localhost .example .invalid ) oppure infrastrutturali (.arpa).

L’ente che si occupa dell’attribuzione della proprietò di questi domini è l’ICANN (registration authority).

Ne abbiamo contati 269 nella recente inchiesta sulla loro “popolarità” chiamata Internet Domain Survey.

domini2Ecco un po’ di curiosità

I 269 domini sono:

ac, ad, ae, aero, af, ag, ai, al, am, an, ao, aq, ar, arpa, as, asia, at, au, aw, az, ba, bb, bd, be, bf, bg, bh, bi, biz, bj, bm, bn, bo, br, bs, bt, bv, bw, by, bz, ca, cat, cc, cd, cf, cg, ch, ci, ck, cl, cm, cn, co, com, coop, cr, cu, cv, cx, cy, cz, de, dj, dk, dm, do, dz, ec, edu, ee, eg, er, es, et, eu, fi, fj, fk, fm, fo, fr, ga, gb, gd, ge, gf, gg, gh, gi, gl, gm, gn, gov, gp, gq, gr, gs, gt, gu, gw, gy, hk, hm, hn, hr, ht, hu, id, ie, il, im, in, info, int, io, iq, ir, is, it, je, jm, jo, jobs, jp, ke, kg, kh, ki, km, kn, kp, kr, kw, ky, kz, la, lb, lc, li, lk, lr, ls, lt, lu, lv, ly, ma, mc, md, me, mg, mh, mil, mk, ml, mm, mn, mo, mobi, mp, mq, mr, ms, mt, mu, museum, mv, mw, mx, my, mz, na, name, nc, ne, net, nf, ng, ni, nl, no, np, nr, nu, nz, om, org, pa, pe, pf, pg, ph, pk, pl, pm, pn, pr, pro, ps, pt, pw, py, qa, re, ro, rs, ru, rw, sa, sb, sc, sd, se, sg, sh, si, sj, sk, sl, sm, sn, so, sr, st, su, sv, sy, sz, tc, td, tel, tf, tg, th, tj, tk, tl, tm, tn, to, tp, tr, travel, tt, tv, tw, tz, ua, ug, uk, unknown, us, uy, uz, va, vc, ve, vg, vi, vn, vu, wf, ws, ye, yt, yu, za, zm, zw

Il dominio .km è di proprietà delle Comore.

I primi 10 posti (da notare la posizione dell’Italia, il 4° posto non fu mai così pregiato) sono:

  1. net attribuito ai Network Generici senza identificazione di Stato
  2. com attribuito al mondo Commerciale senza identificazione di Stato
  3. jp attribuito al Giappone
  4. it attribuito all’Italia
  5. de attribuito alla Germania
  6. br attribuito al Brasile
  7. cn attribuito alla Cina
  8. fr attribuito alla Francia
  9. au attribuito all’Australia
  10. mx attribuito al Messico

Tra i domini interessanti o per lo meno curiosi abbiamo il .name assegnato per nomi di individui, il .mil della US Army, il dominio .arpa è assegnato al Address and Routing Parameter Area” è riservato agli studi sulle infrastrutture di Internet, .mobi è riservato ai servizi mobile ed appartiene ad una “struttura” a cui hanno aderito Google, Microsoft, Vodafone, Samsung, Ericsson e Nokia

Ci resta il dubbio sul dominio unknow, per la verità non abbiamo capito neanche se è un dominio……..

Internet: “eppur si muove”

La questione internet e diritto d’autore è sempre molto ardua.

Come ha detto Mr Lawrence Lessing* in una lezione presso la Camera al Parlamento italiano:

gli artisti hanno ragione a lamentarsi che lo scambio illegale di brani li danneggia”

“i giornalisti hanno ragione a preoccuparsi per i rischi che corre la carta stampata“*.

Stiamo attraversando un passaggio cruciale della storia di internet, in Spagna, a Barcellona, è stato emesso il primo verdetto al mondo in favore del Peer to Peer, in quanto non costituirebbe reato dato che la diffusione di link è alla base di internet stesso e questo non violerebbe il diritto d’autore.

Le frasi di Lessing e la sentenza spagnola parrebbero in contrasto, e parrebbe che Lessing ammetta la necessità di leggi a tutela del diritto d’autore mentre la sentenza spagnola vorrebbe aprire le porte alla diffusione senza limiti.

E invece la situazione non potrebbe essere più conflittuale di così.

Lessing infatti vorrebbe la considerazione di internet come «strumento di costruzione di massa» e pertanto da difendere, mentre la sentenza spagnola si scontra con la prossima legge iberica particolarmente restrittiva in materia.

Questo ci conferma il dualismo e la doppia anima dei liberi partecianti di internet: amano la condivisione e la proprietà, elementi apparentemente in contrasto.

E intanto in questo irto terreno pian piano qualcosa si muove in una direzione che pare voglia dare soddisfazione ad entrambe le parti.


Professore di legge a Harvard, direttore dell’Edmond J. Safra Foundation Center for Ethics

*Articolo online sul corriere della sera

Ma internet ha cambiato il TUO modo di pensare?

Abbiamo realizzato un mini questionario per vedere insieme a voi come internet sta modificando (e se lo sta facendo) il nostro modo di pensare.

Vorremmo sapere il vostro parere. Vogliamo sapere cosa è cambiato a livello personale.

Il questionario, che sarà aperto alle risposte fino al 15 marzo, è assolutamente anonimo e al termine della compilazione potrete vedere l’avanzamento dei dati statistici.

Se vi fa piacere nel form subito sotto potrete  proporre una domanda che vorreste fosse inserita nel questionario.


Suggerisci, se ti va, una domanda da inserire nel questionario:

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto: Domanda per il questionario

Domanda che vorresti porre agli intervistati, ricorda il tema è se internet ha cambiato o meno il modo di pensare.

Internet sta già cambiando il nostro modo di pensare

Internet è in continua evoluzione e da quello che ci possono riferire psicologi e ricercatori anche il nostro modo di pensare e ragionare sta cambiando.

Sulla rivista americana Edge eminenti nomi di Internet da Kevin Kelly (papà della rivista Wired) a Clay Shirky (scrittore del libro “Uno per uno, tutti per tutti” ed esperto di fenomeni Web) hanno espresso il loro parere su questi cambiamenti.

Ne emerge un uomo nuovo il cui pensiero si sposta fluidamente da un concetto all’altro così come avviene tramite gli hyperlink di Internet.

Un individuo che vive in una comunità anarchica e che crea un nuovo modello di democrazia.

Una democrazia fatta dalla volontà espressa a gran voce e non più dalla compiacenza di pochi che sono gerarchicamente in alto.

Ma non tutti la pensano positivamente, ci sono anche coloro che credono che Internet sia sovrastimato, sopravvalutato, un dispensore di attenzione. Uno degli oppositori più agguerriti è colui che è stato definito “il guastafeste del Web” , lo scrittore Nicholas Carr che dal suo blog non ci risparmia nulla sulla sua diffidenza verso Internet. Ne ha per tutti: dai blogger in diminuzione al vero costodi internet celato dietro la parola magica “FREE”.

E mentre oltreoceano discutono del valore di internet  l’unione europea non ha dubbi:  Internet è il futuro.

Per ricordarcelo e per promuovere questa direzione è stato aperto un sito Internet il cui indirizzo è www.future-internet.eu in cui sono presentate le opportunità che Bruxelles e gli Stati membri ci offrono per promuovere le ricerche in tal senso supportati da finanziamenti, anche consistenti, per diventare leader mondiali della rete virtuale.

Internet per sua propria natura sfugge in realtà ad etichette e classificazioni, in un luogo che si autogenera e rigenera ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Ci possono essere enti, organismi e organizzazioni che vogliono dare un ordine a Internet e a noi che facciamo parte (perché Internet non esiste senza di noi) ma non possono trascendere dalla natura anarchica di questo medium.

La fotografia forse più appropriata di questa rete di persone è quella di una babele di popoli, in cui ogni regola è limitata al gruppo delle persone che vogliono aderirvi. Persone che sicuramente pensano in maniera diversa da quello che accade nel mondo reale. Quello che ci sarà da vedere è se,a parte i cambiamenti fisiologici, siamo di fronte anche a cambiamenti culturali.

Perché del resto i pregiudizi più grandi, le guerre rovinose, i genocidi memorabili non sono determinati dalla nostra fisiologia ma da quello che ne pensiamo.

Facebook: ma chi mi ha iscritto a questo gruppo? Io no!!!!

Gruppo Solidarietà a Silvio Berlusconi

Se vi prendete la briga di visitare questa pagina di facebook:

SOLIDARIETA’ A SILVIO BERLUSCONI

potreste scoprire di essere stati iscritti a vostra insaputa a questo e ad altri gruppi.

Cosa potrebbe essere successo?  Cosa fare?

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Google: “Dont’ be Evil? ” o “Quod me nutruit, me destruit”

dont_be_evil…Dont’ be Evil…

Questo è il motto di Google.

Ed in parte è la nostra fregatura. Perchè la BONTA’ delle sue azioni ce lo rendono simpatico..

Beh del resto…

prendete il motore di ricerca più potente al mondo e… usatelo gratis. Trovate immagini, articoli, blog, sempre rilevanti e in pochi centesimi di secondo…

poi

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Gamification of mEDiA

schermata videogames Densho2

schermata videogames "cooking mama"

Parafrasando, in italiano, Gamification of Media* potrebbe essere reso con “trasferimento del metodo di interazione del gioco alle interfacce dei media”.

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Google Chrome OS in italiano.

Hai perso il video di presentazione di Google Chrome?

Noi di BananAffair l’abbiamo doppiato in italiano per voi.

Windows, Mac OS o Linux? Siete di quelli sempre indecisi su quale sistema operativo buttarsi? Tra un anno vedremo forse i primi netbook provvisti di un nuovo OS del gigante di Mountain View.

L’attesa e la curiosità crescono soprattutto perchè Google si continua a distinguere per nuove applicazioni che ogni volta scuotono sia il web che il mercato e nascondono un vasto potenziale.

Puntando sempre alla semplicità che contraddistingue la celeberrima pagina di ricerca, Google punta così a un nuovo mercato.

Chrome OS per ora è in fase di sviluppo ma il team di sviluppo ha comunque voluto mostrare in una demo quali possono essere le funzionalità e gli obiettivi del nuovo ambizioso progetto.

Google Chrome OS

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Google: Discover Music

Google Discover Music

Vogliamo parlare ancora di Google? Ovvero dobbiamo per forza parlare ancora di Google?

A quanto pare si!

Cioè: Google, con la sua grafica minimalista è entrato nel business della musica online, anche se per ora è limitato agli Stati Uniti. Ma lo sappiamo tutti, big G non ha molte frontiere.

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