Apple: contromisure nella fabbrica di suicidi in Cina

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La notizia apparsa qualche giorno fa sul DailyMail stride e non poco con l’idea che un po’ tutti abbiamo di Apple. Soprattutto pensando alla presentazione del nuovo iPhone4 di qualche giorno fa, al velo mistico creato intorno all’oggetto ed al marchio della mela morsicata.

Il “personaggio” Steve Jobs (presidente della Apple) è visto da molti come un visionario luminare del nostro secolo, avendo il Apple il merito di aver portato al successo importanti innovazioni in termini di usabilità come ad esempio l’interfaccia a icone. Tanto rispettato che i 5mila giornalisti presenti all’evento, hanno pagato ben 1,000$ a testa per un posto in prima fila, un po’ come successo qualche mese fa con la presentazione dell’iPad.

Ma tutto questo successo, quest’immagine pulita, visionaria, aperta, intuitiva e sincera, bè hanno il loro prezzo.

Da una notizia ovviamente non troppo ben comunicata, scopriamo che presso la sede cinese della Foxconn, dove si produce gran parte degli iPhone, ma anche componenti e dispositivi per Nokia e Dell, gli operai non se la passano bene. Nemmeno per lo “standard” cinese.

Sono ben 11 i suicidi avvenuti dall’inizio dell’anno, tanti da suscitare l’attenzione dei media occidentali che hanno portato a galla un mondo nascosto di privazioni e sacrifici inumani per il “bene” della produzione di questi marchi.

La compagnia offre "alloggio" agli impiegati per soli 20€ alla settimana.

La compagnia offre "alloggio" agli impiegati per soli 20€ alla settimana.

Un inviato del DailyMail racconta di squadre di nuovi impiegati messi in fila come soldati, dormitori da 40 persone infestati da formiche e scarafaggi. 35 gradi medi con 90% di umidità. Nessuna area comune, macchinetta del caffè o televisione. Si vive fra il dormitorio e la catena di montaggio, senza parlarsi, senza sorridere. Ogni mattina per l’adunata, inno nazionale cinese e poi via in produzione, 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana. Questo è quello che ci racconta da quella che chiama la i-Nighmare Factory, che ha trasformato un piccolo villaggio vicino Shenzen in una città da 17 milioni di persone in soli 20 anni mettendo 5miliardi di dollari in tasca al suo fondatore.

Le misure prese in relazione a questa catena di suicidi hanno, a mio avviso, qualcosa di amaramente ironico:

- Aumento salariale per i 420,000 dipendenti. A 236 euro mensili.

- Reti di protezione giganteshe (chiamate Reti dell’Amore) e sbarre alle finestre

- Lettera del direttore: “Promettete di non suicidarvi. Ma se lo fate, non danneggiate l’immagine dell’azienda”

- 2,000 nuovi assunti per la creazione di un call center di supporto psicologico. Un’altra catena di montaggio?

- Squadre di monaci arruolati per “scacciare gli spiriti maligni” dai locali aziendali

Foxcon2

Qualcuno mi dirà: “Bè ma la fabbrica non è mica della Apple!

Il livello di controllo che certe aziende hanno sul processo produttivo è impressionante. Non si arriverebbe a fatturare 10 miliardi di dollari l’anno altrimenti. Ovviamente in Apple hanno ben presente il chi e in quali condizioni si producono i loro iPod, iPhone e iPad.

Ovviamente hanno scelto di non interessarsene perchè, credo io, se hai un cliente come Apple che ti da in esclusiva la produzione di milioni di pezzi, e questo cliente ti da uno standard di qualità minimo a cui adeguarti, bè non dici di no. Magari alzi il prezzo, quello sì. Ma qui la scelta è stata chiara…

Le contro-misure anti-suicidio, che arrivano quando il mondo si indigna e non prima, hanno il gusto di una corsa ai ripari, non proprio di una tutela dei lavoratori.

Non so voi, ma a me di pagare un iPod 10€ in più non importerebbe. Chissà però non li spendano però in pubblicità per coprire questa brutta storia, piuttosto che iniziare a far cambiare le cose!

Commenti Da Facebook

Ci sono 2 commenti pubblicati direttamente su BananAffair

  1. FattoreWow - 30 giugno 2010

    Mi piacerebbe sapere anche la posizione che hanno preso Dell e Nokia.

  2. Esplosione mortale alla fabbrica di iPad. | BananAffair.it - 22 maggio 2011

    [...] noti come la “fabbrica dei suicidi” (13 solo lo scorso anno, date le pessime condizioni di vita e lavoro degli operai), gli [...]

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Nato ad Helicon, regione di Arturo il 11988 E.G. / -79 E.F. Ha studiato presso l'Università di Streeling

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